Devastante e implacabile. Il Bayern Monaco è arrivato alla New Balance Arena per ribadire la sua condizione di favorito alla vittoria della Champions League. E così è stato. In casa di una Atalanta che arrivava dalla bella qualificazione in rimonta col Dortmund, ma che non ha potuto nulla contro lo strapotere dell'undici di Vincent Kompany.
Raffaele Palladino ha pagato anche il cambio di modulo, dopo essere partito con un 4-4-2 che non è solito utilizzare. Ma non c'è stata mai partita fin da subito: al 12' trovava il vantaggio: su un calcio d’angolo la difesa della Dea perdeva i riferimenti e Stanisic segnava da pochi passi, con l’assist di Gnabry lasciato completamente libero.
Dominio bavarese
L’Atalanta provava a reagire. I nerazzurri spingevano sulla destra e Zappacosta metteva un buon cross, ma Tah liberava l’area e il colpo di testa di Scamacca non trovava la porta. Poco dopo però arrivava un altro colpo dei bavaresi: Olise puntava Bernasconi e lasciava partire un mancino preciso che finiva nell’angolo lontano.
Al 25' la situazione diventava ancora più pesante per i nerazzurri: Olise partiva in progressione e serviva Gnabry, che trovava una prateria centrale e firmava il terzo gol per il Bayern. I bavaresi continuavano a spingere e Carnesecchi doveva intervenire con una grande uscita su Jackson per evitare il quarto. L’Atalanta provava a farsi vedere con una conclusione di Zappacosta, ma Urbig restava attento.
Nella ripresa la partita continuava sulla stessa linea. Il Bayern ripartiva con diversi cambi e continuava a creare occasioni: Pavlovic provava un destro che Carnesecchi riusciva a bloccare. Poco dopo arrivava anche il gol di Jackson, con un destro nell’angolino, anche se all’inizio dell’azione sembrava esserci stato un tocco di mano di Pavlovic non visto dall’arbitro.
I bavaresi non si fermavano e al 60' arrivava anche la magia di Olise, che si liberava del tiro a giro con troppa facilità mentre i difensori della Dea restavano troppo passivi. Il Bayern calava così il quinto gol, e per l’Atalanta la situazione diventava davvero imbarazzante quando anche Musiala trovava la rete sul cross dal fondo di Jackson.

In seguito solo una spaccata di Djimsiti evitava la rete di Kimmich e il palo respingeva il colpo di testa di Upamecano. Ma i giochi erano ormai belli e finiti, con gli ultimi 15 minuti che scivolavano via d'inerzia, e la rete di Pasalic al 93esimo non addolciva l'amaro calice bevuto dagli uomini di Palladino, che sono stati travolti dall'estrema qualità degli avversari. Il sogno orobico si spegne così anche prima del ritorno all'Allianz Arena, dove la trasferta sarà solo per turismo.

