Il rammarico per un gol sfiorato che avrebbe potuto cambiare la storia della partita e le sirene di mercato sullo sfondo. Cristian Volpato ha commentato così, direttamente dalla zona mista di Arlington, la dolorosa eliminazione dell'Australia dai Mondiali.
Il talento classe 2003, oltre a parlare dell'esperienza e delle sue origini, ha risposto alle domande sul suo domani, con la Fiorentina che si muove concretamente sulle sue tracce ormai già da tempo.
Il match e il futuro al Sassuolo
Grande delusione. Avreste meritato di più?
"Secondo me abbiamo dominato la partita. È chiaro che ci sono stati momenti in cui loro hanno avuto più controllo, ma siamo delusi perché abbiamo dato tutto. Sono orgoglioso dei miei compagni, dello staff e di tutta la nazione che si è svegliata alle quattro del mattino per guardarci. Volevamo renderli orgogliosi, e ci siamo andati vicinissimi. Alla fine sono stati i dettagli a fare la differenza".
Che esperienza è stata per te giocare un Mondiale con l'Australia?
"È stata la mia prima Coppa del Mondo e sono felice, orgoglioso di me stesso e della mia famiglia. Non è stata una scelta facile, ma sentivo dentro di me che era quella giusta".
Che nazionale è questa Australia?
"È una squadra con giocatori molto forti. Forse, siccome veniamo dall’Australia, non se ne parla con lo stesso entusiasmo di altre nazionali, ma il gruppo c’è e i calciatori ci sono. Secondo me possiamo andare anche oltre rispetto a quanto fatto finora. Sono orgoglioso e tornerò sicuramente più forte anche al Sassuolo".
Che rapporto hai con le tue origini italiane?
"I miei genitori sono australiani, ma i miei nonni sono tutti nati in Italia. Io sono nato e cresciuto in Australia e mi sono trasferito quando avevo 15 anni. A casa però si mangiava pasta tutte le sere, anche minestra.
I miei nonni parlavano solo italiano e così ho imparato un po' la lingua. Sono orgoglioso di essere nato in Australia e di essere cresciuto con un background italiano".
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Che lavori facevano i tuoi familiari?
"Dal lato di mia madre lavoravano con le tende, mentre la famiglia di mio padre lavorava con il miele, erano apicoltori. Poi mio padre è diventato costruttore e mia madre ha lavorato in un bar in Australia".
Cosa succederà ora nel tuo futuro? Si parla anche della Fiorentina.
"Adesso andrò in vacanza e staccherò un po' da tutto. Poi ci penseremo. I miei agenti si occuperanno di queste cose e io mi fido di loro".
Firenze e la Fiorentina potrebbero piacerti come destinazione?
"La Fiorentina è una grande squadra. Hanno avuto un anno un po' difficile, ma i giocatori ci sono, il Viola Park è una struttura di altissimo livello e conosco anche l’allenatore. Tanti motivi per sceglierla? Sì, ma adesso sono un giocatore del Sassuolo ed è questo ciò a cui penso".
Eri arrabbiato al momento della sostituzione?
Sì, perché volevo dare di più e fare qualcosa per cambiare la partita. Però ero anche stanco, quindi è andata così.
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