Arnaldi dopo il ritiro: "Sentivo freddo, non aveva senso giocare, avrei rischiato infortuni"

Aggiornato
Matteo Arnaldi
Matteo Arnaldi REUTERS/Benoit Tessier

Il tennista ligure, costretto al ritiro prima della semifinale del Roland Garros contro l'altro italiano Flavio Cobolli, è intervenuto in conferenza stampa per commentare il suo forfait dell'ultim'ora che gli ha impedito di disputare il tanto atteso match

 “Difficile essere qui, non avrei voluto farlo. Ma ieri notte non sono stato bene, dopo cena ho sentito qualcosa allo stomaco. Ho iniziato a vomitare, a non sentirmi bene, ma non riuscivo a dormire bene. Abbiamo chiamato il dottore, mi ha dato qualcosa, speravo che fosse qualcosa dovuto alla cena. Ma poi andavo avanti e indietro dal bagno. Non è facile, per quante ore ho speso in campo. Ho dovuto ritirarmi dalla mia prima semifinale Slam, ho provato ad essere pronto, venendo qui. Ma ogni volta che mi alzo non mi sento bene, se dovessi mangiare sarebbe ancora così“.

Così, in conferenza stampa, Matteo Arnaldi ha parlato dopo che è stato ufficializzato il suo forfait prima della semifinale di stasera in programma alle 19:00 contro Flavio Cobolli. Il tennista ligure, che veniva da una vittoria storica contro Frances Tiafoe, arrivata in cinque set, è apparso chiaramente affranto.

Interrogato sulla causa esatta della rinuncia, ha precisato: Arnaldi: “Credo sia un virus, sentivo freddo, non potevo muovermi, né bere né mangiare. Nessun modo in cui potessi giocare. Mi dispiace per chi è venuto dall’Italia a vederci, sono contento per Flavio ma mi dispiace non aver giocato“.

Rischio infortuni

Non ho preso medicine, sono solo andato a cena. Non so, non abbiamo capito da cosa deriva, era successo qualcosa di simile ad Acapulco. Non ne ho idea, sicuramente ero stanco, ho giocato tanto. Ma stavo bene, ieri mi sono allenato un’ora e stavo bene, tutto secondo i piani", ha continuato il ligure.

Poi, Arnaldi ha concluso spiegando l'approccio alla gara: "Da ieri è successo qualcosa che non abbiamo capito, non è il cibo se no non sarebbe continuato, è qualcosa di virale. Ho visto Flavio alle 18 negli spogliatoi, quando dovevo prepararmi ho capito che sarebbe stato impossibile e gli ho detto che non avrei giocato. Non aveva senso, avrei rischiato infortuni, e sarebbe stata una mancanza di rispetto per lui e per le persone".

Il messaggio di Cobolli

"Volevo in primis ringraziarti per quello che hai fatto queste due settimane, sei stato di ispirazione per tutti noi, hai lottato per tante ore in campo, dimostrando il tuo vero valore": lo ha detto Flavio Cobolli rivolgendosi in sala stampa a Matteo Arnaldi dopo il ritiro di quest'ultimo al Roland Garros.

"Non ho mai dubitato delle tue qualità - ha aggiunto il romano-. Devi essere fiero di quello che hai fatto e che stai facendo. Sei un esempio. Un atleta eccellente. Ti seguo fuori dal campo. Sono sicuro che avremmo fatto una grande battaglia come siamo abituati a fare. Sono sicuro che ci saranno occasioni", ha concluso Cobolli, dicendo di aver ''quasi pianto'' per il ritiro di Arnaldi.