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Musetti ancora ko con Jodar ma non perde fiducia: "Espresso un buon tennis, mi manca la costanza"

Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti Eric Bolte-Imagn Images

L'italiano fuori al terzo turno nel Masters di Montreal. Adesso Cincinnati e lo US Open per il rilancio dopo una stagione travagliata dagli infortuni.

Prima Washington, poi Montreal, ma la sostanza resta la stessa. A nemmeno sette giorni dalla sfida sul cemento della capitale USA valida per i quarti di finale, il 19enne madrileno Rafael Jodar piega ancora Lorenzo Musetti, che saluta il Masters 1000 canadese al terzo turno dopo un chiaro 6-4, 6-3, maturato in poco più di un'ora e mezza di gioco.

Un passo indietro per l'azzurro rispetto ai progressi mostrati la scorsa settimana negli Stati Uniti, al rientro dall'infortunio che lo aveva tenuto ai box dalla fine degli Internazionali d'Italia.

"A tratti sento di aver espresso un buon tennis, ma mi manca ancora la costanza. E contro un avversario così solido come Jodar si paga tanto", ha ammesso Musetti a Ubitennis dopo la sconfitta.

Un loop da cui il carrarino sembra non riuscire ad emergere e che lo tiene distante dalla sua migliore condizione: "Mi sembra sempre di rivivere le stesse sensazioni. Fa male. Ho giocato meglio rispetto a Washington, ma lui anche".

Le statistiche
Le statisticheFlashscore

Di certo, affrontare l'enfant prodige spagnolo di questi tempi non è una passeggiata. Con la terza vittoria stagionale ottenuta contro un top 20, Jodar rimane in corsa per la qualificazione alle Nitto ATP Finals al suo esordio nel circuito maggiore, traguardo mai riuscito a leggende del calibro di Roger Federer, Rafael Nadal o Novak Djokovic.

In un periodo segnato dall'incertezza fisica, Musetti cerca risorse extra nel suo temperamento. "Ho provato con l'atteggiamento a restare lì, anche caricandomi con la rabbia, ma non è bastato. Ho trasformato il nervosismo in energia per provare a ribaltare la partita e darle un senso".

Adesso Cincinnati

Adesso sulla strada a stelle e strisce del numero 13 al mondo c'è il Masters 1000 di Cincinnati, penultimo atto della tournée americana prima del gran finale in scena a Flushing Meadows.

Il carrarino avrà un'altra possibilità per ritrovare colpi e fiducia: "Nell'ultimo periodo non ho giocato tante partite, né vissuto momenti importanti. È qualcosa che si acquisisce man mano, anche vincendo partite sporche e prendendo tutto", sconfitte incluse. 

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