Quella che si giocherà stasera nel deserto della Coachella Valley e che ha in palio la finale di Indian Wells sarà l'undicesima sfida tra Jannik Sinner e Alexander Zverev. L’azzurro conduce 6-4 avendo vinto tutti e cinque gli ultimi incontri e il tedesco non si aggiudica il confronto dal 2003. L’ultimo match tra i due è del novembre 2025 alle Atp Finals di Torino, dove l’altoatesino si impose con un secco 6-4 6-3.
Detta così, sembrerebbe tutto facile per il numero 2 del mondo, che potrebbe incontrare in finale Carlos Alcaraz per continuare la sfida infinita tra i primi della classe. In realtà il tedesco, sette volte campione Masters 1000, presenta ora un gioco diverso che potrebbe creare qualche grattacapo in più all’azzurro.

Un gioco finalmente più aggressivo
L'ex numero 2 del mondo infatti ha abbandonato lo stile difensivo che l'ha sempre contraddistinto nonostante il servizio che gli permette di mantenere una media di 8,2 ace a partita per abbracciare un tennis più aggressivo. Questo cambio di stile gli ha permesso di mettere in difficoltà, servendo addirittura per il match, Carlos Alcaraz nelle semifinali degli Australian Open, e a piazzare qui a Indian Wells ben 102 vincenti in quattro partite, una statistica che lo vede dietro solo al numero 1 del mondo (113), e davanti agli altri due semifinalisti Sinner (95) e Daniil Medvedev (88).
Già al primo turno in California, battendo Matteo Berrettini con un netto 6-3 6-4, Zverev ha dichiarato di "sentirsi diverso quest'anno" e di essere contento di essere stavolta lui "quello aggressivo". Sensazioni ribadite dopo la vittoria negli ottavi contro Frances Tiafoe: "Ho dettato gli scambi dal fondocampo, giocando alle mie condizioni. Sono davvero soddisfatto, è qualcosa su cui ho lavorato tanto e oggi ha funzionato".
Il problema con i top 10
Questo cambio tattico ha permesso a Zverev di poter disputare la prima semifinale della sua carriera a Indian Wells, diventando il quinto giocatore a completare il "set" di presenze in semifinale in tutti i nove Masters 1000 dal 1990, condividendo questo record con leggende come Rafael Nadal, Novak Djokovic, Roger Federer e Andy Murray.
Per quanto in forma, con quattro vittorie consecutive e 8-2 negli ultimi 10 match, il problema di Zverev è sempre stata la competitività contro i top 10, e anche il suo rendimento recente lo dimostra con un 3-9 nelle ultime 52 settimane per un totale di 58 vittorie e 80 sconfitte in carriera, 5-18 negli Slam.
Sinner tra luci e ombre alla caccia di Alcaraz
Stasera gli toccherà dimostrare contro Sinner che il gioco più aggressivo può dargli un bonus anche contro i primi della classe, cosa tutt'altro che scontata ma interessante se si considera che l'altoatesino è andato in difficoltà negli ultimi incontri proprio contro giocatori solidi, cosa che il tedesco è da sempre, aggressivi, e dotati di un ottimo servizio.
È successo nel caso del ceco Jakub Mensik, che l'ha sconfitto nei quarti in Qatar, ma anche di Joao Fonseca, battuto in due tie-break qui a Indian Wells da Sinner, che però ha rischiato di perdere anche entrambi i set, salvandosi solo con l'esperienza nei momenti cruciali.
Un Sinner tra luci e ombre, che poi si è riscattato annientando Learner Tien ai quarti (6-1 6-2), un tennista contro cui comunque l'azzurro si trova particolarmente a suo agio, visto che gli ha lasciato solo 7 giochi in due partite tra qui e e la finale di Pechino (6-2 6-2). L'obiettivo dell'ex numero 1 sarà quello di dimostrare di poter reggere ancora il confronto contro Alcaraz in un'eventuale finale, ma prima c'è da superare l'ostacolo Zverev.
Sinner stesso ha avvertito che forse stavolta potrà essere più complicato: "Ci conosciamo molto bene, quindi cercherò di essere il più costante possibile. Allo stesso tempo lui, sicuramente, cambierà un paio di cose. Dovrò stare molto attento".
