Musetti, che sfortuna! Prima il 2-0 su Djokovic, poi l'infortunio e il ritiro dall'Australian Open

Lorenzo Musetti dopo il ritiro
Lorenzo Musetti dopo il ritiroREUTERS/Jaimi Joy

Dopo due set giocati da autentico campione, il carrarino è costretto al ritiro a causa di un problema muscolare alla gamba, interrompendo sul più bello la sua straordinaria prestazione. Ne approfitta Djokovic, che così si qualifica per le semifinali dell’Australian Open, nonostante fosse stato sotto 2-0 nei set.

Undici precedenti, un solo successo azzurro e una partita che poteva valere la consacrazione per Lorenzo Musetti. Il carrarino e Novak Djokovic si ritrovavano uno di fronte all’altro nei quarti di finale dell’Australian Open a sette anni dal primo incrocio, datato 2019, proprio a Melbourne.

Il cammino verso i quarti raccontava due storie diverse. Musetti arrivava all’appuntamento dopo aver superato Collignon, Sonego, Machac e Fritz, mostrando una crescita progressiva in termini di solidità e continuità. Djokovic, dal canto suo, aveva lasciato per strada Martinez, Maestrelli e Van de Zandschulp, prima di beneficiare del ritiro di Mensik agli ottavi. Percorsi differenti, stessa posta in palio: un posto tra i migliori quattro del torneo che Novak ha vinto dieci volte e nel quale Lorenzo non era mai andato oltre il terzo turno.

Due set da campione

Djokovic vince il sorteggio e sceglie di servire, cercando subito di imporre ritmo e profondità. Il serbo strappa immediatamente il servizio a Musetti e vola sul 2-0, ma è proprio lì che l’azzurro entra definitivamente in partita e fa sentire la propria presenza. Prima arriva il controbreak immediato, poi il sorpasso che indirizza il set. Il carrarino alza sensibilmente la qualità in risposta: anticipa, prende campo e lavora con continuità sul lato del dritto di Djokovic, meno incisivo del solito in uscita dallo scambio.

Una volta avanti, Lorenzo gestisce il vantaggio con grande lucidità. Serve con efficacia al centro per ridurre gli angoli in risposta, utilizza la palla corta come soluzione di rottura e costringe Nole a colpire spesso in corsa. Il serbo resta agganciato al set, ma quando Musetti va a servire sul 5-4 dà la misura della sua giornata: prima solida, un ace e la chiusura sul 6-4 che certifica un parziale di altissima qualità.

Il secondo set si apre nel segno della continuità azzurra. Il tennista toscano entra immediatamente nello scambio, comanda con il rovescio lungolinea e trova il break in apertura grazie a una fase difensiva di Djokovic meno efficace del consueto. Musetti alterna rotazioni e accelerazioni, spezza il ritmo con il back e obbliga Nole a colpire sempre un colpo in più. Djokovic prova a rientrare, recupera con un controbreak immediato sfruttando un calo momentaneo di prime dell’italiano, ma Lorenzo non perde la struttura del suo tennis.

Il nuovo allungo arriva con pazienza e già nel terzo gioco del parziale: gestione impeccabile dei momenti e una selezione dei colpi da giocatore ormai formato, che gli consente di strappare un altro break e tornare avanti. Poi, sul 5-3, nel game decisivo, Djokovic alza l’intensità e trascina il set ai vantaggi, ma è lì che emerge la cifra tecnica del match: Musetti regge la pressione, compie ancora la scelta giusta e chiude al secondo set point con un rovescio lungolinea in anticipo, colpo manifesto del suo tennis. 6-3.

Sogno svanito

Il match cambia volto nel terzo set. Dopo un lungo medical time out richiesto da Djokovic per una vescica sotto il piede sinistro, è Musetti a ripartire al servizio e a tenere il primo game. L’illusione, però, dura poco. Già nei punti successivi il linguaggio del corpo dell’azzurro tradisce un problema evidente: gli spostamenti sono limitati, la spinta laterale ridotta e il volto contratto.

Sull'1-1 Lorenzo perde il servizio e chiede l’intervento del fisioterapista. Il sospetto è immediato e pesante: l’adduttore destro, lo stesso che lo aveva già fermato in passato, a Montecarlo e al Roland Garros. Lorenzo prova a restare in campo, il box lo incoraggia a giocare senza pensarci, ma la paura di peggiorare l’infortunio è palpabile. Djokovic, che nel frattempo appare più fluido nei movimenti, sale rapidamente 3-1.

A quel punto la decisione diventa inevitabile. Musetti comprende di non poter continuare a competere ad armi pari e sceglie di ritirarsi, consegnando a Djokovic il passaggio del turno nonostante il serbo fosse sotto di due set.