Il 24enne italiano lo scorso anno ha giocato con l’ombra di un caso di doping ancora irrisolto, con domande che lo seguivano fino in campo e la sensazione che anche gli altri giocatori lo guardassero in modo diverso.
È riuscito a difendere con successo il suo titolo, ma in seguito ha ammesso di aver pensato anche di lasciare il tennis. Le autorità antidoping alla fine gli hanno imposto un periodo lontano dal circuito, squalificandolo per tre mesi.
Al suo rientro nel tour ha conquistato il suo primo titolo a Wimbledon e ha poi coronato la sua stagione più vincente con un altro trionfo alle ATP Finals.
"L’anno scorso è stata sicuramente una situazione molto più difficile," ha raccontato Jannik Sinner ai giornalisti.
"In quel momento, l’anno scorso, non sapevo esattamente cosa sarebbe successo. Ho comunque cercato di godermi il momento quando entravo in campo, ma la situazione restava sempre nella mia testa", ha continuato.
"È stato difficile per me, ma anche per la mia famiglia. Ho cercato di stare vicino alle persone che amo davvero, a volte è servito molto, altre volte è stato un po’ deludente", ha aggiunto.
A distanza di un anno, il quattro volte campione Slam ha detto che quell’esperienza lo ha fatto maturare, dandogli la capacità di affrontare altre sfide sia dentro che fuori dal campo: "Mi ha reso ancora più forte come persona".
L'altoatesino ha poi continuato: "La persona che sono oggi è molto più matura, perché quando le cose non vanno nella direzione giusta, riesco a vederle in modo diverso. Qualunque cosa arrivi in campo, a livello di risultati, è tutto un extra. Ora vivo lo sport in modo molto diverso, sono più rilassato, ma do sempre tutto quello che ho. È un equilibrio di tutto".
Il numero 2 del mondo, che affronterà il francese Hugo Gaston al primo turno, è il favorito tra i bookmaker per conquistare il terzo titolo consecutivo al Melbourne Park, leggermente davanti al suo grande rivale Carlos Alcaraz.
I due si sono spartiti tutti i trofei Slam in questa stagione e pochi si stupirebbero se si ritrovassero in finale a Melbourne il 1° febbraio. L'azzurro è stato battuto dallo spagnolo, sei volte campione Slam, nell’ultima finale Major agli US Open, lasciando Flushing Meadows con l’obiettivo di aggiungere più varietà al suo gioco. Ha infatti raccontato di aver lavorato molto sulla resistenza fisica, di aver provato alcune soluzioni al servizio e di aver curato la transizione verso la rete.
Ha poi aggiunto che questi aggiustamenti non erano pensati solo per Alcaraz: "Non si tratta solo di battere un avversario. È più una questione di sentirsi a proprio agio in ogni situazione. È quello che abbiamo cercato di fare nella preparazione".
