Tornato al 4-3-3 quasi a furor di popolo, Massimiliano Allegri ha approcciato la sfida in casa contro l'Udinese con l'idea chiara di dominare il gioco. Il suo Milan, reduce dalla sconfitta del 'Maradona', voleva rialzare la testa e dunque puntava a una maggiore produzione offensiva. E quella dei rossoneri era senza dubbio un'ottima partenza, con prima Pulisic che veniva murato in area dopo un bello slalom e poi Leao che calciava alto dopo uno scatto in profondità.
I rossoneri continuavano a spingere e al 20’ era proprio il portoghese, servito dallo statunitense, a tentare il sinistro in area, ma la difesa dell' Udinese riusciva a chiudere bene. I friulani però non stavano a guardare e al 25esimo passavano in vantaggio: devastante la ripartenza di Zaniolo che andava via di forza e tecnica per aprire per Atta, il cui tiro cross veniva deviato in modo decisivo da Bartesaghi.
Efficacia massima
I padroni di casa, però, non si facevano intimorire, anzi sfioravano subito dopo il pari col solito Pulisic, il cui destro usciva di pochissimo. Dall’altra parte, però, i friulani rispondevano immediatamente andando vicinissimi al raddoppio con Davis, che approfittava di un errore difensivo ma trovava la grande risposta di Maignan, che deviava sulla traversa.
Poco dopo arrivava anche il secondo gol dei friulani: su un cross dalla destra, Ekkelenkamp colpiva di testa e beffava la difesa rossonera, portando avanti con merito l’Udinese. I rossoneri accusavano il colpo ma continuavano a creare occasioni, anche se con poca precisione: clamorosa quella in cui Leao, a pochi passi dalla linea, agganciava male di sinistro evitando così l'inserimento di Saelemaekers.

Friulani attenti
Il Milan provava a reagire fino all’ultimo, ma erano ancora i friulani a rendersi pericolosi, sfiorando addirittura il terzo gol dopo una palla persa da Leao. Dopo un batti e ribatti in area rossonera Kristensen impattava bene ma vedeva Pavlovic salvare sulla linea. Obbligato a cambiare qualcosa appena iniziata la ripresa, Allegri toglieva Athekame per inserire Fullkrug, con Saelemaekers ad arretrare in posizione di terzino destro.
I primi minuti della seconda frazione di gioco vedevano i rossoneri mettere alle corde gli ospiti. Prima Modric stimolava i riflessi di Okoye, e subito dopo era Saelemaekers a lanciare una botta secca che il portiere friulano deviava con reattività sulla traversa. L'Udinese provava ad alzare leggermente il baricentro, anche grazie all'estro e alla velocità di Zaniolo e Atta. Da una sgommata di Leao nasceva un colpo di testa di Fullkrug alto sulla traversa.

Colpo di maglio
Tra i rossoneri Leao spiccava per leziosismo, mentre il neo entrato Fofana si inseriva bene in area avversaria al 65esimo, ma dopo essersi avvitato calciava un sinistro a salve ben controllato da Okoye. L'inerzia rabbiosa dei padroni di casa sfumava con i tentativi sbilenchi di tiro del portoghese, beccato in varie occasioni dai tifosi. Poi, al 72esimo arrivava il break che ammazzava il match: Rabiot perdeva palla pigramente in mezzo al campo e sull'ennesimo contropiede Atta con un colpo di biliardo infilava Maignan sul primo palo.
Gli ultimi minuti scemavano con tutto San Siro rassegnato a un risultato durissimo da accettare. Per la squadra di Allegri non è solo la seconda sconfitta di seguito ma anche una dura sberla dopo il cambio di modulo. Sintomo emblematico di questo crollo gli impetosi fischi a Leao al momento del cambio per Loftus-Cheek. Il lusitano è ancora a mezzo servizio, ma in nessuna giocata è apparso poter dare quello ci si attende da lui.

Ora, il Como è a cinque lunghezze, mentre la Juventus e la Roma sono a sei punti di distanza. E le prime due domani potrebbe accorciare ulteriormente in classifica. È forse arrivato il momento di fare quadrato e ripartire. Ma l'Udinese ha meritato totalmente il trionfo, soffrendo poco e producendo tanto. I friulani escono da San Siro in modo trionfale.
