Sembrava fatta: accordo trovato e annuncio imminente, all'indomani del 'no' di Pep Guardiola. E invece le critiche - di vario genere - che hanno circondato il possibile nuovo ct azzurro Andrea Pirlo starebbero condizionando la scelta definitiva, che spetta al neo presidente FIGC Malagò.
Non solo mancato gradimento per il suo curriculum poco rassicuramente e le aspettative tradite, visti i nomi che sono circolati prima: nelle scorse ore il polverone si è alimentato soprattutto sui social, anche perché sono venuti a galla i recenti rapporti del bresciano con una'agenzia di scommesse russa.
I rapporti con Fonbet
Pirlo ha infatti partecipato con Materazzi a un evento promozionale organizzato a Mosca da Fonbet, principale operatore di scommesse sportive del Paese: non una sua iniziativa, ma la 'conseguenza' dell'accordo con lo United Fc, la squadra di Dubai che allena dal 2025.
La società asiatica e l’operatore di betting hanno in comune il miliardario russo Sergey Lomakin, proprietario del club e presente nell’azionariato della compagnia di scommesse, per cui l'allenatore ha prestato la sua immagine come da contratto.
Non è solo il vincolo con un marchio di betting a destare imbarazzo (in Italia i tesserati non possono essere legati a società di scommesse), ma che sia con una società russa. Ma l'entourage dell'allenatore garantisce che tutto questo verrà meno quando sarà interrotto il rapporto lavorativo con l'United Fc, un passaggio necessario prima della firma con la Nazionale. Ma in tutto ciò, come precisa Calcio Finanza, bisogna pagare una clausola: la FIGC non ha intenzione di farlo, dunque sarebbe lo stesso Pirlo a doverci pensare.
Ma fatto sta che in questo momento la chiusura della trattativa pare sia in stand-by, col n. 1 della Federcalcio che vuole vederci chiaro prima di affidare a Pirlo il nuovo ciclo azzurro, mentre Maldini rimane fortemente convinto della sua scelta, puramente tecnica e umana.
Il caso dei figli
Poi è uscito fuori un altro legame spigoloso, quello dei figli di Maldini e Pirlo: il primo, Christian, lavora con GR Sports, struttura guidata dal procuratore Giuseppe Riso; il secondo, Nicolò, collabora con Gersh Sports, una delle principali agenzie internazionali di rappresentanza dei calciatori.
Il regolamento FIGC sugli agenti sportivi parla chiaro e impone di evitare qualsiasi confilitto di interessi, anche se i due non risultano formalmente iscritti come agenti, ma operano come semplici collaboratori.
Si tratta di un'altra situazione scomoda da gestire, che si somma a quelle già citate e che stanno decisamente complicando l'operazione.
E adesso?
Sembra difficile da immaginare un dietrofront, soprattutto visto lo stato avanzato delle trattative, ma è certo che dopo il mancato accordo con Guardiola si tratterebbe di un'altra frenata imprevista, che non depone a favore del nuovo corso come credibilità.
I nomi alternativi non mancano: Conte e Mancini, i due maggiori indiziati fino a qualche settimana fa, rientrerebbero tra i candidati, mentre potrebbe spuntare qualche altro nome dal nulla.
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