A Milano Cortina è partita la corsa all'oro, non soltanto olimpico ma anche a quello dei premi in denaro spesso in palio. Il Cio non assegna compensi economici ma lascia piena libertà ai singoli Comitati olimpici nazionali. E così ogni nazione si comporta in modo differente. L'Italia, attraverso il Coni, assegna 180mila euro a chi va sul gradino più alto del podio ricorrendo a fondi del bilancio dello stesso ente. Altri Comitati nazionali adottano politiche differenti, ricorrendo anche a sponsor esterni.
Tra questi ci sono gli Usa. Gli atleti statunitensi, contrariamente a quanto si pensa, sono sempre stati tra i meno "ricompensati" a livello mondiale ma quest'anno non sarà così: Ross Stevens, un milionario attivo nel settore finanziario e delle criptovalute, ha donato 100 milioni di dollari al Comitato olimpico e paralimpico statunitense. Indipendentemente dai risultati ottenuti, ogni atleta a stelle e strisce riceverà 200.000 dollari: 100.000 dollari dopo 20 anni dalla partecipazione olimpica o al compimento dei 45 anni; i restanti 100.000 andranno alla famiglia dopo la morte dell'atleta. Un bel salto per gli statunitensi che finora ricevevano 37.500 dollari per l'oro, 22.500 per l'argento e 15.000 per il bronzo (sempre rigorosamente da donazioni private).
Va malissimo a inglesi, norvegesi e svedesi per i quali i comitati olimpici prevedono soltanto programmi di sostegno da affiancare al lavoro ordinario degli olimpionici in modo che gli stessi proseguano l'attività sportiva. I tedeschi possono ambire a 20mila euro per l'oro, 15mila per l'argento e 10mila per il bronzo: da quest'anno almeno sono esentasse. I più fortunati sono sicuramente gli atleti del continente asiatico, dove i campioni sono considerati eroi nazionali. Ricchi premi sono assegnati generalmente dagli stessi Stati che bypassano i Comitati olimpici.
La Corea del Sud prevede per i suoi campioni l'esenzione dal servizio militare e una pensione speciale. Poi ci sono i casi clamorosi di Hong Kong e Kazakhistan. I primi offrono 700mila dollari per l'oro ma oggettivamente a Milano Cortina, pur la delegazione più numerosa della loro storia con una decina di iscritti alle gare, difficilmente vedranno i propri atleti vincere una medaglia. I kazaki, invece, hanno una discreta tradizione nel pattinaggio, nel biathlon e nello sci di fondo: per loro il premio è di 250mila euro più extra. E sugli extra si è sviluppato un caso letterario.
A Parigi 2024 fece scalpore il premio assegnato a Yeldos Smetov per l'oro nel judo categoria -60 kg: oltre al denaro ha ricevuto un'automobile da 150mila euro, un appartamento nella sua città, una pensione a vita e un branco di 100 cavalli purosangue.
