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Olanda, cosa aspettarsi dal nuovo corso di Xavi: idee, modulo e influenze del "calcio totale"

Xavi Hernandez partecipa alla presentazione del pallone ufficiale dei Mondiali 2026
Xavi Hernandez partecipa alla presentazione del pallone ufficiale dei Mondiali 2026ČTK / imago sportfotodienst / IMAGO

Xavi torna in panchina dopo due anni e prende il posto di Ronald Koeman alla guida dell’Olanda. Dal 4-3-3 alla difesa alta, passando per le influenze di Cruyff, Michels, Van Gaal e Guardiola: ecco come potrebbero cambiare gli Oranje.

Dopo due anni lontano dal calcio, seguiti all’esonero dal Barcellona, il 46enne ha evidentemente ritenuto che fosse arrivato il momento giusto per tornare in panchina.

Xavi prende il posto di Koeman... di nuovo

E quale destinazione migliore di una nazionale da sempre legata a un calcio offensivo, tecnico e basato sul possesso, principi che fanno parte del DNA calcistico di Xavi.

Prendendo il posto di Ronald Koeman, proprio come gli era già accaduto al Barcellona nel 2021, il compito non sarà però semplice. Nonostante il talento a disposizione, l’Olanda raramente è riuscita a rispettare fino in fondo le aspettative, soprattutto negli ultimi anni.

Si potrebbe persino sostenere che, se un olandese come Koeman, cresciuto nella stessa cultura calcistica del suo successore, non è riuscito a ottenere il massimo dalla squadra, allora la sfida per Xavi sarà ancora più complessa.

L’ex centrocampista, però, sembra averla accettata con grande entusiasmo.

Influenze olandesi

Dopo l’ufficialità della nomina, Xavi ha dichiarato: "Considero un enorme onore diventare commissario tecnico della nazionale olandese". Ha poi aggiunto: "Essendomi formato nell’accademia del Barca, con forti influenze da Johan Cruyff e Rinus Michels, tra gli altri, sento un legame speciale con il calcio olandese".

Il nuovo ct ha sottolineato anche quanto alcuni allenatori olandesi abbiano inciso sulla sua formazione: "Si può dire che sono in parte figlio del calcio olandese. Altri grandi allenatori, in particolare Louis van Gaal, sotto il quale ho debuttato al Barca, e Frank Rijkaard, hanno avuto un ruolo importante nella mia crescita come giocatore e allenatore".

La sua carriera da calciatore e il modo in cui giocava il suo Barcellona fanno sì che su Xavi esista già un’aspettativa precisa sul tipo di calcio che proporrà, ancora prima che venga disputata la prima partita della sua gestione.

Fedele al 4-3-3 come sistema di riferimento, le somiglianze con lo stile di Koeman però finiscono più o meno qui.

Elementi di Guardiola

Come Hansi Flick dopo di lui al Barcellona, Xavi tende a preferire una linea difensiva alta e aggressiva quando possibile, cercando di portare il gioco nella zona centrale del campo il più spesso possibile.

Ha utilizzato anche strutture come il 3-2-2-3 o il 2-3-5. Nel primo caso, un terzino si accentra per formare una linea a tre, mentre i quattro centrocampisti si dispongono a "scatola" per occupare e controllare la zona centrale. Nel secondo, invece, la squadra assume una struttura ancora più offensiva, con ampiezza garantita su entrambe le fasce e numerosi uomini negli ultimi metri.

Nel suo modo di interpretare movimenti e spazi si intravedono chiaramente anche alcune influenze di Pep Guardiola. Da un lato l’ala tende a restare molto larga sulla linea laterale, mentre sul lato opposto un centrocampista può occupare una posizione più interna, liberando la sovrapposizione del terzino.

Koeman non è necessariamente più difensivista di Xavi, ma tende comunque a essere meno spregiudicato.

Qualcuno potrebbe definirlo persino prudente, al punto che le sue squadre, pur provenendo dalla patria del calcio totale, non sempre hanno espresso un gioco riconducibile a quella tradizione.

La difesa a cinque non ha aiutato Koeman

A EURO 2024 e in alcune partite delle qualificazioni ai Mondiali 2026, per esempio, Koeman ha utilizzato il 5-3-2 o addirittura il 5-2-3, scelte che all’epoca gli sono costate diverse critiche.

Va però ricordato che lo stesso Koeman ha anche sperimentato soluzioni con cinque giocatori offensivi quando l’Olanda dominava le partite, segnale di una certa disponibilità ad adattare il sistema in base al contesto.

Il cambiamento più evidente con Xavi potrebbe riguardare soprattutto la libertà concessa ai giocatori in campo.

Questa filosofia non ha sempre funzionato al Barcellona, dove i catalani hanno perso anche alcune partite che sulla carta sembravano ampiamente alla loro portata.

Se dovesse succedere qualcosa di simile con l'Olanda, inevitabilmente arriverebbero le prime domande. La sicurezza mostrata da Xavi dopo l’annuncio, però, lascia pensare che l’unione tra le sue idee e la tradizione calcistica olandese possa rivelarsi particolarmente naturale.

I tifosi degli Oranje, naturalmente, sperano proprio in questo.

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