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Napoli, l'Allegri parafulmini non funziona, De Laurentiis si defila: la sosta placherà la tempesta?

Massimiliano Allegri
Massimiliano AllegriREUTERS/Jennifer Lorenzini

Arrivato in estate per prendere l'inerzia lasciata da Antonio Conte, il tecnico livornese per il momento non ha dato prova delle sue abilità gestionali. E il malcontento generale accompagnerà la piazza per le tre intere settimane di sosta

Quando la nave è in balia della tempesta, il primo a dover rendere conto di coraggio e iniziativa è il capitano. Per quanto riguarda una squadra di calcio, dunque, si tratta dell'allenatore. Perché nonostante non scenda in campo è lui a prendere le decisioni e a dover assumersi la responsabilità del gioco proposto. Il caso del Napoli di Massimiliano Allegri è uno dei più emblematici di come uno stratega - per quanto ormai di per sé poco al passo coi tempi - sembri totalmente privo di alternative tattiche incisive.

Le prime cinque partite di campionato, unite a quella di Champions League persa contro l'Arsenal in casa, hanno mostrato molte più ombre che luci. Con 7 punti dopo cinque giornate, il Napoli di Allegri ha fatto registrare la seconda peggior partenza dell'ultimo decennio. Per trovare un bottino inferiore bisogna tornare al 2015/16, quando Maurizio Sarri aveva raccolto appena sei punti nello stesso numero di partite. A metà settembre di undici anni fa, tuttavia, la goleada per 5-0 sulla Lazio aveva acceso il fuoco del virtuoso calcio partenopeo che avrebbe poi fatto storia per i tre anni di seguito.

Le ultime partite del Napoli
Le ultime partite del NapoliFlashscore

Né idee né mordente

La sensazione attuale è che la squadra azzurra sia avvolta in una crisi dalla quale per uscire è costretta ad affidarsi ai singoli. Eppure, Kevin De Bruyne ha mostrato evidenti segni di fiacchezza e Alisson Santos - il napoletano che meglio salta l'uomo - è fuori per infortunio. Stesso destino per Scott McTominay, eroe azzurro del quarto Scudetto e sempre in grado di performare sopra le righe anche quando la proposta di calcio latita, come visto con Antonio Conte.

Con il tecnico pugliese, però, gli azzurri erano in qualche modo sempre sul pezzo. Gli oltre 40 infortuni della scorsa stagione, che condizionarono le prestazioni di un gruppo mediamente attempato, furono in qualche modo mascherati da un agonismo generato dall'abilità dell'allenatore leccese di tenere sempre alta la tensione. Adesso, sebbene a livello di creatività non si siano registrati passi avanti, nel rendimento puro e duro vi è stato un evidente downgrade.

Le prossime partite del Napoli
Le prossime partite del NapoliFlashscore

Allegri, il cui curriculum è stato abbellito da vari trionfi con una Juventus praticamente senza rivali a metà dello scorso decennio, non si impone in campionato dal 2018. E lo scorso anno al comando del Milan ha palesato limiti gestionali nelle situazioni più complesse dal punto di vista psicologico. Ossia, è venuto meno proprio nell'arte in cui teoricamente doveva eccellere. Una mancanza di idee che quest'anno è stata sublimata a Firenze, dove l'unico schema è sembrato essere il lancio lungo di Rafa Marin per Politano, che attendeva la sovrapposizione di Di Lorenzo.

Parafulmini? Anche no

Ingaggiato da Aurelio De Laurentiis per mantenere il Napoli in zona Champions, Allegri è arrivato senza il totale gradimento della piazza. E i risultati attuali stanno inacidendo un ambiente burrascoso ed elettrico per natura. Oggi come oggi gli azzurri sembrano avere scarsi margini di miglioramento, e il recente infortunio di Franck Anguissa peggiora ulteriormente la situazione per un tecnico che punta sui calciatori di fisico e di gamba.

Il Napoli dopo l'1-1 di Firenze
Il Napoli dopo l'1-1 di FirenzeREUTERS/Jennifer Lorenzini

Le colpe, ovviamente, non sono solo sue, ma le presunte incomprensioni con lo spogliatoio e la lontananza del presidente - recentemente filtrate - arrivano a corollario di varie decisioni sbagliate. La prima, dopo la sua nomina, è stata quella di non chiedere praticamente rinforzi. Perché una squadra arrivata seconda e che festeggia il centenario in pompa magna non può sperare che Favasuli, per quanto promettente, e Badiashile possano rinforzarla in modo strutturale.

Oggi che è in piena tempesta, Allegri vede su di sé una serie di fulmini che non sta riuscendo a parare. In balia di un vento nemico, adesso avrà tre settimane di tempo per poter in qualche modo scuotere un gruppo che sembra arrivato al limite. I nove milioni lordi che incassa all'anno sono uno stipendio importante, che deve rendere conto di notevoli responsabilità. Ma anche di risultati. Per il momento il clima al Maradona è cupo. Starà all'allenatore provare a far tornare il sereno, cercando di parare i tanti fulmini che stanno, naturalmente, piombando giù a cascata.

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