El Mudo. Il Muto. È il soprannome che José Luis Chilavert, il portiere più celebre della storia paraguaiana, ha affibbiato a Orlando Gill dopo la sconfitta per 1-4 contro gli Stati Uniti. Un nomignolo pensato per ridicolizzare un portiere che, secondo lui, non parlerebbe abbastanza con la sua difesa. Ma alla Coppa del Mondo 2026, Gill ha risposto a modo suo: 13 parate in tre partite, due clean sheet e un sedicesimo di finale contro la Germania a portata di guantoni.
All’inizio, Orlando Gill non è portiere. Tra il 2012 e il 2013, nel club 13 de Junio della sua città natale, gioca da centrocampista. I suoi ex compagni lo ricordano ancora: "Faceva la differenza, senza di lui non potevamo giocare." Il passaggio tra i pali è dovuto tanto al caso quanto alla necessità. "Ho sempre sognato di giocare a calcio. All’inizio giocavo attaccante. Poi un giorno mi hanno dato una scelta: o andavo in porta, o restavo in panchina. Ho scelto la porta... e all’inizio la porta non ha scelto me! Prendevo parecchi gol. Era difficile, ma ho insistito", racconta a La Nación.
La sua formazione nello Sportivo San Lorenzo della sua città lo porta all’esordio tra i professionisti il 27 settembre 2020, in una sconfitta per 3-0 contro il Libertad nella División Profesional paraguaiana. I primi passi sono duri, e non solo in campo. Quando nasce suo figlio Lautaro, i soldi mancano a tal punto che vende le sue cose per coprire le spese mediche del neonato. Maglie, attrezzature, scarpe. Persino la maglia della nazionale U20, di cui non conserva alcun ricordo materiale. Sua moglie Melissa Ávalos racconterà poi su Instagram: "Ha venduto tutto. Letteralmente TUTTO."
Due San Lorenzo per un solo destino
Il 1° gennaio 2024, un prestito con diritto di riscatto lo porta al CA San Lorenzo de Almagro, in Argentina. Il salto è enorme: dalla seconda divisione paraguaiana alla squadra riserve di un club storico argentino. "Il mio arrivo nel 2024 è stato complicato, ma mi è servito per prendere il ritmo. Qui il gioco è molto veloce, e se ti rilassi, è finita. La mia vita è cambiata radicalmente, sia fisicamente che mentalmente. All’inizio facevo molta fatica ad adattarmi, a parlare, ad aprirmi... Oggi sono il primo a scherzare nello spogliatoio!", racconta a San Lorenzo Primero.
Un anno intero in riserva, agli ordini di Damián Ayude, con una squadra che chiude da vicecampione. Il suo livello gli apre le porte del gruppo professionistico per l’ultima partita del 2024. Trasferito a titolo definitivo nel gennaio 2025, si impone come titolare indiscusso. Con 13 gol subiti nella stagione di Liga Profesional, vanta la seconda miglior difesa del campionato argentino, dietro solo al Rosario Central e al Deportivo Riestra. Il Ciclón, trascinato da una generazione di giovani, arriva in semifinale di Apertura e Gill ne è il baluardo. Le sue parate a volte scomposte, tra cui una memorabile di faccia contro il Vélez, affascinano e rassicurano allo stesso tempo. I paragoni con José Luis Chilavert arrivano subito, spinti dalla stessa nazionalità, dallo stesso club e da una caratteristica comune: come l’idolo nazionale ai suoi tempi, anche Gill calcia le punizioni.
Un’arma che rivendica con orgoglio. Dopo la vittoria per 2-0 del San Lorenzo contro il Deportivo Cuenca in Copa Sudamericana, conferma di allenarsi seriamente sui calci piazzati : "Mi alleno durante la settimana. Può succedere in qualsiasi momento, tiro in allenamento per divertimento. Tutto può accadere, perché no? Ho già segnato due gol così in Paraguay, vedremo", dice sorridendo. Quanto all’idea di proporsi come tiratore designato in nazionale, frena: "Non posso chiederlo ad Alfaro."
Nel settembre 2025, il commissario tecnico Gustavo Alfaro lo convoca per la prima volta in nazionale maggiore. Esordisce il 9 settembre contro il Perù in una vittoria per 1-0. Da lì in poi, la sua ascesa è continua fino alla lista dei 26 per il Mondiale 2026, dove il Paraguay disputa la sua prima Coppa del Mondo dopo sedici anni.
"È muto": la polemica Chilavert
Dopo la pesante sconfitta contro gli Stati Uniti nella prima partita della fase a gironi del Paraguay (1-4), Chilavert prende di mira in particolare Gill alla radio Ñanduti : "Il calcio è comunicazione più il portiere. Dovrebbe urlare per far giocare i suoi difensori a dieci metri dall’area." Poi aggiunge: "Il ragazzino Gill non parla, è muto." In quella partita contro gli Stati Uniti, Gill aveva effettuato 3 parate su 7 tiri in porta, ma commesso un errore che ha portato a un gol e ha ottenuto uno dei peggiori voti di Flashscore Ratings: 5,6.
Sua moglie Melissa Ávalos prende posizione per difenderlo sui social: "Oggi Orlando non parla, è il peggiore, è tutta colpa sua. Tutto questo perché non ha voluto firmare con te? Qualche mese fa era il migliore nelle tue conversazioni. Gente che fa del male perché non è stata accontentata, e che cerca di distruggere psicologicamente gli altri." Anche il suo commissario tecnico lo difende: "Quello che è successo a Orlando non è colpa sua, la verità è che gli hanno segnato dei 'golazos' (gol bellissimi) con conclusioni davvero ottime."
Dopo il pareggio eroico per 0-0 contro l’Australia, in cui Orlando Gill mette a segno 5 parate decisive, la leggenda paraguaiana cambia idea e riconosce i suoi progressi: "Per fortuna, Orlando Gill ha imparato in fretta e sa gestire la sua difesa."
13 parate in tre partite e un futuro promettente
Il livello di Orlando Gill è cresciuto progressivamente in questa Coppa del Mondo. Dopo un’uscita sbagliata contro il paese ospitante, il portiere 26enne si esalta contro la Turchia: 5 parate su 5 tiri in porta, 2 occasioni nitide sventate, 44 tocchi di palla, voto 8,3 secondo Flashscore Ratings. La vittoria per 1-0 dell’Albirroja è in gran parte merito suo. Poi il pareggio 0-0 contro l’Australia: ancora 5 parate su 5 tiri in porta, uomo partita Flashscore con un 7,5. Quella sera raggiunge José Luis Chilavert nei libri di storia: due clean sheet in Coppa del Mondo, come la leggenda nazionale a Francia 98. Solo Justo Villar, con tre clean sheet in Sudafrica nel 2010, resta davanti negli annali paraguaiani. In tre partite del girone, Gill totalizza 13 parate al Mondiale 2026.
"Non abbiamo mai dubitato di lui, assicura Diego Gómez in zona mista. Dopo la prima partita, tutti gli sono andati contro, ma nello spogliatoio sapevamo quanto valesse. Contro la Turchia e oggi contro l’Australia ci ha salvati. Avere un portiere alto quasi due metri che va a prendere palloni impossibili a terra dà una fiducia enorme a tutta la linea difensiva."
Omar Alderete va addirittura contro la tesi di Chilavert secondo cui Gill sarebbe muto: "Orlando parla molto in campo. Per un difensore è un sollievo sentire il proprio portiere comandare l’area con tanta autorità. Ha subito critiche ingiuste all’inizio del Mondiale, ma la sua risposta è stata da grande: ha chiuso la bocca, lavorato e fatto due clean sheet di fila per portarci al turno successivo." Prestazioni che non sono passate inosservate: secondo la stampa paraguaiana, un club turco e soprattutto il Valencia CF si sono informati per offrirgli una prima esperienza europea.
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