"Dovremo essere molto veloci nel prendere delle decisioni, capire più in fretta possibile come possiamo mettere insieme i giocatori che giocano già in nazionale da anni, con qualche giovane. Non possiamo pensare di mettere diversi giovani subito, vanno aiutati i giovani. Hanno qualità ma ci vuole qualcuno in campo che li guidi". Lo ha detto il ct dell'Italia, Roberto Mancini, a margine del gran galà del calcio Aic, rispondendo ad una domanda sull'inserimento dei giovani in azzurro.
"Noi dobbiamo anche fare dei risultati, abbiamo davanti delle partite molto belle e difficili e quindi vorremmo fare dei risultati positivi - ha sottolineato il ct -. Per questo dobbiamo migliorare e mettere in campo una squadra che abbia anche qualcosa di nuovo".
In merito alle quattro partite che l'Italia affronterà in sequenza, Mancini ha affermato di non essere molto d'accordo cl nuovo sistema delle soste internazionali. "Sembra che ci sia tempo per lavorare ma non è così, perché a parte la prima partita che sarà di venerdì, poi si giocherà ogni tre giorni. Passare da due a quattro gare per volta è troppo, forse era meglio passare a tre".
Giovani, oriundi e italiani all'estero
Mancini si è soffermato su alcuni dei profili più interessanti in prospettiva azzurra. Su Liberali: "È un giocatore tecnico e giovane, la strada è quella giusta".
Più articolato il giudizio su Palestra: "Palestra è un giocatore giovane a cui l'anno scorso è stata data fiducia. Non ci ha messo tanto ad arrivare in alto, l'importante ora è rimanerci. È un vantaggio avere giocatori italiani che giocano in Premier: penso anche a Calafiori, Kayode e Tonali".
Il ct ha parlato anche del lavoro portato avanti con Ranieri sui calciatori con doppio passaporto: "Con Ranieri abbiamo parlato di calcio, di giocatori. Stiamo facendo un buon lavoro su questi giocatori col doppio passaporto. Speriamo di portare a casa risultati importanti, perché sono giocatori che saranno molto buoni per la Nazionale in futuro".
Sul monitoraggio degli italiani all'estero ha aggiunto: "Calafiori ormai è un giocatore affermato. Abbiamo coperto tutti i campi, sappiamo tutto. Abbiamo visto anche giocatori molto giovani alle prime esperienze che hanno delle qualità".
Modulo e attacco: le idee di Mancini
Sul sistema di gioco, Mancini parte da una certezza: "Il 4-3-3 di base, poi dipenderà da quello che avremo a disposizione. Di ali però ne abbiamo abbastanza".
Poi il punto sul centravanti e sui reparti da migliorare: "Oggi abbiamo come attaccante uno che gioca nell'Inter come Pio Esposito, mentre quando abbiamo vinto l'Europeo avevamo Immobile che giocava nella Lazio quinta o sesta in classifica. È un passo avanti. Poi c'è pure Kean... I giocatori ci sono. In difesa siamo messi bene, a centrocampo e attacco dobbiamo lavorare".
Terrei eventualmente anche questa sul ranking, perché dà una chiusura abbastanza forte: "Nonostante tutto siamo ancora tra le primi dieci Nazionali al mondo. Io credo che si possa tornare a risalire anche nel ranking e fare qualcosa di molto positivo".
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