"Di certo, dopo quanto accaduto, non ho fiducia nel signor Infantino", ha dichiarato Carney ai giornalisti, rispondendo a una domanda sul presidente della FIFA e sul suo piano, ormai accantonato, di aprire il Mondiale agli investimenti privati.
Infantino è sottoposto a una pressione crescente, anche all’interno della stessa FIFA, per la gestione della proposta. Le richieste di dimissioni si sono moltiplicate da quando, sabato scorso, ha abbandonato il progetto.
Carney ha affermato che la presunta mancata discussione del piano con il gruppo dirigente della FIFA da parte di Infantino "dovrebbe essere fatale" per il suo mandato alla guida dell’organismo mondiale del calcio.
"Non è così che si gestisce un’attività, nemmeno una piccola impresa, figuriamoci una responsabilità globale come il calcio", ha aggiunto Carney parlando con i giornalisti a Toronto.
Mercoledì Infantino ha tenuto colloqui d’emergenza con i dirigenti della FIFA in Marocco, uno dei Paesi ospitanti del Mondiale 2030, nel tentativo di contenere la crisi.
Il presidente della FIFA si stava ancora godendo il successo di un Mondiale molto riuscito, il più grande di sempre con 48 squadre e co-organizzato da tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti.
Ora però il suo mandato è minacciato come mai prima d’ora, travolto dall’ondata di indignazione globale per il piano poi cancellato. La proposta prevedeva la creazione di una nuova società commerciale, chiamata FIFA Forward Enterprise, incaricata di gestire eventi come il Mondiale.
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