All’Olimpico la partita iniziava con un ritmo molto lento, mentre le due squadre si studiavano senza scoprirsi troppo. La Lazio provava a prendere campo con maggiore decisione e si rendeva subito più intraprendente, affacciandosi spesso nell’area viola. I padroni di casa costruivano diverse occasioni, soprattutto su palla inattiva: Gila andava vicino al gol per due volte consecutive, ma la difesa della Fiorentina salvava entrambe le conclusioni sulla linea, mentre i biancocelesti reclamavano per un calcio di rigore non concesso. I viola, invece, faticavano a rendersi pericolosi, limitandosi a qualche sortita sporadica senza impensierire davvero Provedel.
Con il passare dei minuti il ritmo calava e il gioco diventava più spezzettato, anche a causa di diversi falli che portavano a una serie di ammonizioni. La Lazio continuava comunque a spingere, provando tiri dalla distanza con Cancellieri e Isaksen, mentre la Fiorentina cercava di reagire con qualche scambio sulla sinistra. Prima dell’intervallo i biancocelesti davano l’impressione di poter sbloccare il risultato, ma si andava al riposo sullo 0-0, nonostante le numerose occasioni create dai padroni di casa.
Magie dei centrocampisti
Nella ripresa la gara riprendeva con lo stesso copione e la Lazio trovava finalmente il vantaggio: Cataldi controllava al volo e si liberava con finezza e poi finalizzava uno scambio con Vecino per superare De Gea in uscita. La Fiorentina, colpita a freddo, provava subito a reagire e riusciva a pareggiare poco dopo con Gosens, che concludeva in diagonale di sinistro su un pregevolissimo assist di Fagioli, che rispondeva a modo suo alla genialità di Cataldi.
La partita diventava più viva e aperta, con entrambe le squadre alla ricerca del gol. I viola si facevano vedere con conclusioni improvvise, come il sinistro al volo di Parisi e il colpo di tacco di Gudmundsson, ma Provedel si faceva sempre trovare pronto, bloccando o deviando i tentativi avversari. Il pari avversario non smorzava la voglia di fare dei biancocelesti, che iniziavano a spingere a sinistra.
Pedro risponde a Gud
Chi però entrava di diritto tra i protagonisti del match era De Gea, che al 73esimo chiudeva eroicamente prima sul colpo di testa di Gila e poi sul tap-in di Romagnoli, che da mezzo metro calciava a botta sicura ma veniva murato dall'iberico. La Viola reagiva cercando Kean in mezzo all'area, ma l'attaccante della nazionale strozzava troppo il destro al volo da buona posizione.
Poi, l'intervento non pulitissimo di Gila su Gudmundsson provocava un penalty per i toscani assegnato dopo la revisione al Var. Dagli undici metri l'islandese segnava nonostante Provedel avesse intuito. Era il gol che prima del 90esimo portava avanti la Viola, che sognava così la seconda vittoria di fila in campionato. Ma un contatto tra Comuzzo e Zaccagni in area toscana portava Sozza ad assegnare il rigore ai padroni di casa. Pedro era come al solito glaciale e realizzava il 2-2 definitivo, che non accontentava nessuno.

