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FIGC, Malagò esalta le Nazionali: "Hanno fatto cose importanti", poi guarda alle elezioni

Aggiornato
Giovanni Malagò
Giovanni MalagòALBERTO PIZZOLI / AFP

Giovanni Malagò promuove il momento delle Nazionali, difende la scelta di Diana Bianchedi ma ammette di aver sbagliato i tempi e guarda già alle elezioni FIGC del 14 dicembre. Il commissario interviene anche sull’AIA, sulla ricerca di nuovi fondi e sulle possibili novità nella segreteria federale.

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Dalle risposte arrivate sul campo alla riorganizzazione della Federazione. Giovanni Malagò traccia un primo bilancio del suo lavoro da commissario FIGC e individua soprattutto nelle Nazionali uno dei segnali più incoraggianti dell'ultimo periodo.

Intervenuto a Radio Anch'io Sport, Malagò ha messo insieme i progressi della Nazionale maggiore, la qualificazione dell'Under 21 all'Europeo del 2027 e il cammino delle Azzurre verso il Mondiale. Tre percorsi diversi che, secondo il commissario, mostrano come il lavoro avviato sul Club Italia stia iniziando a produrre risultati.

Gli ultimi risultati della Nazionale maggiore
Gli ultimi risultati della Nazionale maggioreDiretta

Malagò promuove le Nazionali: "C'è il travaso che volevamo"

Il commissario FIGC si è soffermato innanzitutto sulla Nazionale maggiore: "Dal secondo tempo col Belgio in poi la maggiore ha fatto vedere cose anche inaspettate e sorprendenti". 

Poi il passaggio sull'Under 21, con uno sguardo già rivolto ai prossimi obiettivi: "L'Under 21 è agli Europei, cosa che in epoca recente non era successa, e adesso l'obiettivo è un risultato da podio e poi qualificarci alle Olimpiadi a cui manchiamo da quattro edizioni".

Malagò ha quindi parlato anche della Nazionale femminile, attesa da un appuntamento importante: "Domani sarò a Firenze per il ritorno delle ragazze che, se si qualificano per la partita finale per i Mondiali, è tanta roba". Uno dei temi sui quali il commissario insiste maggiormente riguarda però il collegamento tra le diverse selezioni e la possibilità di accompagnare più velocemente i giovani verso la Nazionale maggiore.

"È un dato di fatto che l'Under 21 ha dei talenti e soprattutto possono essere utilizzabili in nazionale maggiore a breve termine e viceversa", ha spiegato Malagò, citando due esempi concreti: "Francesco Pio Esposito o Kayode possono essere chiamati da Baldini per l'Europeo".

Un meccanismo che, secondo il commissario, rappresenta esattamente la direzione cercata dalla Federazione: "C'è un travaso che è esattamente quello che volevamo, che sta facendo Claudio Ranieri col Club Italia supportato da Gianfranco Zola".

Elezioni FIGC, Malagò aspetta la Serie A: "Mi aspetto che mi candidi"

Sul proprio futuro alla guida della Federazione, Malagò ha rimesso la decisione nelle mani della Serie A, che il 16 ottobre si riunirà in assemblea e dovrà valutare se sostenerne la candidatura in vista delle elezioni del 14 dicembre.

"Credo sia giusto siano loro a deciderlo, avranno un'assemblea il 16 e credo sia doveroso che siano loro a deciderlo. Io modestamente me lo aspetto", ha spiegato il commissario FIGC a margine dei Collari d'Oro al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti di Roma.

Malagò ha poi commentato anche l'appoggio arrivato da Aurelio De Laurentiis, che aveva pubblicamente indicato il suo nome come quello su cui la Serie A dovrebbe continuare a puntare: "Aurelio è un amico, è sempre un affettuoso sponsor e un supporter. Gli piace anche diventare un tifoso ultrà, ma lo ringrazio".

Sul tavolo resta infine anche la questione relativa alla struttura della Federazione e, in particolare, alla posizione del segretario generale. Malagò non ha anticipato le prossime mosse: "Ovvio che se ne parli perché c'è una delibera. Detto questo, per tempi e modi dovete avere pazienza, devo parlare con le persone interessate".

AIA, Malagò vuole ricucire dopo l'elezione di Massini

Dal campo Malagò è poi passato alle questioni interne alla Federazione, partendo dal mondo arbitrale e dall'elezione di Massini alla guida dell'AIA: "Il problema dei giovani arbitri c'è, come ha sottolineato anche il nuovo presidente Massini, a cui faccio i complimenti perché ha vinto una competizione al fotofinish", ha spiegato.

Il risultato della votazione, però, restituisce secondo Malagò anche un'altra fotografia: "Una dimostrazione di democrazia, fermo restando che l'altro lato della medaglia mostra un mondo dell'AIA profondamente spaccato: mi dovrò adoperare il più possibile per renderlo unito".

Il commissario FIGC ha poi richiamato l'attenzione sulle difficoltà che riguardano soprattutto i più giovani: "Il tema dei giovani è pesantissimo, già ci sono stati episodi particolarmente tristi di aggressioni fisiche che non sono un incentivo".

Più risorse per gli arbitri: "Sto cercando fondi e coperture"

Alla questione organizzativa si lega inevitabilmente quella economica. Malagò ha ammesso che il margine a disposizione della Federazione non è particolarmente ampio: "C'è un problema di budget". Poi ha spiegato la situazione trovata al momento del suo insediamento: "Io sono arrivato a fine giugno, il budget '26 era già impostato e non era straordinario".

Da qui il tentativo di reperire nuove risorse per sostenere soprattutto la progettualità legata agli arbitri: "Sto arrampicandomi da tutte le parti per cercare fondi e coperture per quello che riteniamo essere una cosa molto importante".

Bianchedi, Malagò ammette: "Ho sbagliato il timing"

Tra le scelte compiute dall'inizio del suo mandato, Malagò è tornato anche sulla nomina di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale, ribadendo di non avere dubbi sul suo profilo ma riconoscendo di aver sbagliato il momento in cui intervenire.

"Io sono straconvinto che Diana Bianchedi sia la persona che più di tutte può rappresentare il ponte culturale tra il calcio e gli altri sport, in termini valoriali e in termini della sua storia professionale, del curriculum sportivo e imprenditoriale. Ho sbagliato il timing", ha spiegato rispondendo alla domanda su quale scelta non rifarebbe nello stesso modo.

Malagò ha quindi ricostruito il contesto in cui era maturata la decisione: "Quando io ho chiesto, chiamando tutte le persone interessate e nessuno può dire il contrario, eravamo nel mese di agosto quando tutto era fermo. Non era partito il campionato, era finito il Mondiale...".

Secondo il commissario FIGC, la nomina avrebbe però assunto un significato diverso da quello immaginato: "Probabilmente questa cosa è stata interpretata anche dal mondo dei media come un sasso nello stagno, come una provocazione e questo mi ha creato oggettivamente un casus belli, che secondo me non era giusto".

Da quell'episodio Malagò dice comunque di aver tratto un insegnamento: "Però ho imparato che nella vita, anche nelle decisioni che hanno logica, l'aspetto temporale è fondamentale".

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