Fifa-Fifpro, svolta storica: più potere ai giocatori e stop agli abusi dei club

Il logo della FIFA
Il logo della FIFANIKOLAS KOKOVLIS / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Il nuovo accordo introduce un tavolo permanente con club e leghe sulle regole del calcio mondiale e tutela gli atleti contro l’esclusione dalle squadre: previsti risarcimenti fino all’intero stipendio residuo e sanzioni severe per i club.

Due risultati di portata storica per i calciatori: l’ingresso ufficiale della Fifpro nei processi decisionali della Fifa su temi cruciali come trasferimenti, salute e benessere degli atleti, e una stretta senza precedenti contro i club che emarginano i giocatori fuori rosa.

Il nuovo accordo tra Fifa e Fifpro, annunciato da Gianni Infantino alla vigilia del Mondiale per Club, segna un cambio di paradigma nei rapporti tra il governo del calcio mondiale e i suoi protagonisti. Pur rappresentando un passo avanti decisivo, non chiude però il dibattito sul calendario internazionale, tema sul quale la Pfa, il sindacato dei calciatori inglesi, intende proseguire la propria battaglia legale.

Il memorandum d’intesa firmato da Fifa e Fifpro istituisce una piattaforma permanente di dialogo sociale che riunirà, oltre alle due organizzazioni, anche l’associazione dei club (Efc) e quella delle leghe (Wla). Per la prima volta, la Fifa rinuncia alla possibilità di intervenire unilateralmente su materie chiave come il sistema dei trasferimenti, la tutela della salute e la sicurezza dei giocatori. Le future modifiche regolamentari dovranno nascere da un confronto condiviso tra tutte le parti coinvolte e ottenere un consenso comune.

Basta abusi

L’altra grande conquista riguarda la tutela dei calciatori contro comportamenti ritenuti abusivi. Allenamenti separati, esclusioni punitive dal gruppo squadra o pressioni finalizzate a spingere un atleta a lasciare il club potranno ora costituire una giusta causa per la risoluzione del contratto. Tra le pratiche vietate rientrano anche il ritiro del passaporto o la perdita dell’alloggio fornito dalla società.

In questi casi, il club sarà tenuto a corrispondere al giocatore almeno l’intero importo dello stipendio residuo previsto dal contratto. L’atleta potrà inoltre chiedere ulteriori danni e, nei casi più gravi, ottenere un indennizzo aggiuntivo pari a sei mesi di ingaggio.

Sul fronte disciplinare, le società rischieranno sanzioni crescenti: dal semplice richiamo con multa fino a limitazioni sul mercato e, in caso di reiterazione, al blocco totale delle operazioni di trasferimento. Una stretta significativa rispetto al passato, quando le penalità più pesanti scattavano soltanto dopo la quarta violazione.

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