"La Senna non sarà pulitissima, ma è fortunata di sicuro". Lo sa bene Ginevra Taddeucci mentre con le dita disegna il numero tre. Tre come le medaglie appese al collo durante la spedizione agli Europei di nuoto in scena a Parigi, di cui due ori (nella dieci e nella cinque chilometri) e un bronzo messo oggi in cassaforte grazie al terzo posto guadagnato nella tre chilometri knockout sprint in acque libere con il tempo di 6:44.8. Davanti a lei solo l'ungherese Bettina Fabian, medaglia d'argento, e la tedesca Isabel Gose, vincitrice della gara.
"Per me la knockout sprint non è una gara difficile, di più", ammette Taddeucci con la Tour Eiffel alle spalle. "Avevo in batteria la Gose, l'avversaria da tenere d'occhio, e cercavo sempre di arrivare seconda così da averla accanto. Ho cercato di entrare e di non sentire troppe sensazioni. Alla fine sono andata più di orgoglio che di altro e sono felice per quello che ho realizzato", dice con il solito sorriso sulle labbra.
E in quella Senna che aveva bollato come "bella zozza", oggi non ha trovato "arbusti o cose del genere", ma una scia per confermare il suo feeling plurimedagliato con il corso d'acqua parigino.
Paltrinieri 'solo' quarto
Di segno opposto, invece, la sorte del connazionale Gregorio Paltrinieri. Nella finale maschile della knockout, il 31enne carpigiano è stato protagonista di una grande risalita, dopo essere scivolato indietro nelle prime battute della gara, senza però riuscire a completare la rimonta di bronzo per una questione di centesimi.
Davanti a lui ci sono la coppia francese Fontaine-Olivier e la medaglia d'oro ungherese David Betlehem. Il tabellone assegna dunque a Paltrinieri un'altra medaglia di legno, come quella nei 10 km, addolcita poi dal bronzo nella 5 km.
"C'è rammarico perché ero lì. Sono arrivato un'altra volta quarto", dice Paltrinieri. "Ho preso tante botte e, nonostante questo, stavo risalendo. Ma la Senna è larga 30 metri e non sono riuscito a passare, rimanendo imbottigliato alla fine della gara. Non è stata brutta la prestazione, ma il risultato".
Il tempo per i rimorsi si esaurisce già mentre Gregorio parla, perché domani c'è la staffetta mista 4x1500 e "dobbiamo prenderci la rivincita".
Il bilancio della spedizione a Parigi lascia l'amaro in bocca per le aspettative, ma la testa è già al 2028 e all'appuntamento con le Olimpiadi. "Andrò via con dispiacere per due medaglie che non sono arrivate, ma la condizione c'è. Partirò fiducioso per le Olimpiadi, anche se so che bisogna lavorare", ammette Greg.
Ma prima di cullare aspirazioni olimpiche, "job's not finished", avrebbe detto Kobe Bryant, a proposito di Los Angeles. Domani c'è una staffetta che può aggiungere un altro metallo al medagliere italiano.
