È morto Varenne, il più grande trottatore di tutti i tempi. La notizia, che si sta diffondendo sui social e media, è stata confermata all'ANSA dallo storico driver del 'Capitano', che aveva compiuto a maggio i 31 anni. La causa della morte è stata un improvviso arresto cardiaco avuto nella notte.
Varenne aveva disputato l'ultima gara il 28 settembre 2002, in Canada. A sette anni il fuoriclasse dei trottatori, figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, si era piazzato secondo, a Montreal, nel Mondial Trot, dietro la francese Fan Idole. Era poi stato retrocesso all'ultimo posto per l'andatura. Un incidente che gli era capitato solo nella corsa di esordio, nel 1998.

Nato il 19 maggio 1995 nell'Allevamento di Zenzalino di Alessandro Viani con una genealogia unica - il padre era figlio di Speedy Somolli, da Speedy Crown e la madre figlia di Zebu, da Sharif di Iesolo - Varenne ha corso in carriera 72 gare vincendone 63, raccogliendo oltre sei milioni di euro in premi (primato assoluto davanti alla statunitense Moni Maker).
Orgoglio italiano
A 6 mesi, dopo lo svezzamento, fu comprato da Jean Pierre Dubois che lo portò con sé in Francia, poi fece ritorno in Italia quando Enzo Giordano lo comprò per ben 180 milioni di lire, consegnati dal driver Giampaolo Minnucci a un emissario di Dubois a Rimini.
Varenne fu poi trasferito a Tor San Lorenzo, sul litorale romano, nelle scuderie dell’allenatore finlandese Jori Turja, mentre la sede della morte è Eboli, nell’allevamento Lj di Dario De Angelis, non prima di aver avuto dopo il ritiro giunto nel 2004 oltre 2000 figli che hanno vinto oltre 250 Gran Premi sparsi tra Europa e USA.
Morte improvvisa
Il cuore di Varenne ha smesso di battere intorno alle 2 della scorsa notte. Una morte fulminea e improvvisa, avvenuta nel box dell'allevamento LJ di Eboli dove il 'Capitano' si era trasferito a marzo del 2025.
"Al di là degli acciacchi dell'età, stava discretamente bene. Purtroppo quando succede non sei mai preparato - racconta all'ANSA il proprietario dell'allevamento Dario De Angelis -. Era insieme a Giovanni, un nostro collaboratore che si occupava di lui, quando si è improvvisamente accasciato. Era da poco rientrato da una passeggiata nel parco, d'estate era facile che uscisse di notte. Noi lo abbiamo coccolato in ogni modo e siamo onorati di averlo avuto con noi".
