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Contro la Francia sono bastati 28 minuti per confermare che il suo talento è considerevole, così come la sua personalità.
Per il ragazzo del Napoli di Frattaminore non è certo una novità, vista anche la capacità di riuscire a trovarsi subito a suo agio in palcoscenici non suoi, vedi quando con personalità creò scompiglio contro il Chelsea in Champions League nella notte del suo - sin qui primo ed unico - gol europeo.
Antonio Vergara doveva esordire a Bursa, quattro giorni prima: Mancini dopo averlo fatto scaldare a lungo l'ha fatto nuovamente accomodare in panchina rinviando l'emozione per la prima in assoluto con la maglia azzurra.
Col senno di poi debuttare a Saint-Denis deve avere avuto un fascino forse superiore, oltretutto nel corso di una sfida tutt'altro che chiusa e che lui stesso avrebbe potuto decidere con una giocata, con gli azzurri ancora sotto nel punteggio.
Caratteristiche uniche
Della sua mezz'ora allo Stade de France rimane poco, se non la maturità di poter stare in mezzo a così tanti campioni. I numeri indicano poco: 20 palloni toccati, 8 passaggi riusciti su 10 e un pallone toccato nell'area francese.

Eppure quei 28 minuti potrebbero convincere il commissario tecnico Mancini a rispolverarlo da titolare a Bologna, nel tridente offensivo che sarà inevitabilmente rivoluzionato visto il turn-over imposto dai 4 impegni ravvicinati.
L'unico mancino tra esterni offensivi dell'attuale Italia potrebbe essere schierato a destra, così da rientrare sul suo piede migliore, oppure agire sulla sinistra con facoltà di accentrarsi, così come ha fatto ad esempio Raspadori in più occasioni contro la Turchia creando spazi utili per le avanzate del compagno Kayode.
Traiettoria irregolare
In pochi avrebbero scommesso che il ragazzo del settore giovanile del Napoli sarebbe arrivato così in alto: reduce da due esperienze in prestito con Pro Vercelli in C e Reggiana in B (contraddistinta da un brutto infortunio che gli ha fatto saltare quasi una stagione intera), è stato sempre ignorato dall'Under 21 semplicemente perché la maturazione tardava ad arrivare.

Al Napoli ha trovato la fiducia dell'ambiente solo negli ultimi mesi, quando si è fatto apprezzare per le sue movenze eleganti e lo spirito mai arrendevole, un atteggiamento che gli va riconosciuto.
Paragonato a tanti acquisti pagati fior di milioni, il suo rendimento è stato più volte preferito. Inevitabile poi includerlo nella lista dei convocati adesso che il nuovo corso della Nazionale sta disperatamente cercando volti nuovi, specialmente giovani e promettenti, su cui mettere le basi per il futuro.
Sulle orme di Insigne?
I suoi idoli sono Messi e Zielinski, giocatore che lo ha folgorato per la sua qualità quando erano compagni al Napoli. Con Insigne condivide molti passaggi simbolici della carriera, la gavetta nelle serie minori ma anche le origini (uno è di Frattaminore, uno di Frattamaggiore) e la possibilità di seguire le sue orme nel Napoli.

E ricordiamo che ha solamente 23 anni, l'età giusta per racchiudere la fame di chi vuole esplodere e la consapevolezza di non essere più un ragazzino. Contro la Turchia potrebbe arrivare la partita della sua consacrazione.
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