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Cristiano Ronaldo rischia sei mesi di squalifica per aver abbandonato la nazionale portoghese

Cristiano Ronaldo com Portugal
Cristiano Ronaldo com PortugalReuters

L'attaccante Cristiano Ronaldo rischia una squalifica da uno a sei mesi e una multa per aver abbandonato la nazionale portoghese, secondo il Regolamento disciplinare (RD) della Federazione portoghese di calcio (FPF).

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“Il giocatore che, regolarmente convocato, abbandoni o non si presenti ingiustificatamente a un allenamento, a una partita o a un'attività delle selezioni nazionali o legata alla rappresentanza sportiva della FPF o del Portogallo, è sanzionato con una squalifica da uno a sei mesi e, in aggiunta e qualora sia un giocatore professionista, con una multa tra 5 e 10 UC (tra circa 500 e 1.000 euro, considerando che ogni unità di conto equivale a 102 euro)”, si legge nel relativo regolamento.

Il capitano della nazionale portoghese e la FPF hanno confermato che l'attaccante dell'Al Nassr, 41 anni, ha lasciato il ritiro della nazionale, che sta preparando le partite del Gruppo A4 della Nations League contro la Danimarca, giovedì, e la Norvegia, domenica, dopo le vittorie contro il Galles (1-0) e la formazione norvegese (2-1).

“L'assenza o l'abbandono determina la sospensione cautelare automatica del giocatore, ai sensi di quanto previsto dal presente regolamento”, aggiunge il comma 2 dell'articolo 160 del RD della FPF.

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Il Portogallo, campione in carica della Nations League, è in testa al Gruppo A4 con sei punti e affronterà la Danimarca giovedì a Copenaghen, alle 20:45 locali (19:45 a Lisbona), in una partita diretta dall'arbitro ucraino Mykola Balakin.

Cristiano Ronaldo, 41 anni, è il primatista di presenze (234) e gol (146) con la nazionale portoghese. Ha indossato la fascia da capitano nei trionfi del Portogallo al Campionato europeo del 2016 e nelle edizioni 2019 e 2025 della Nations League.

L'ex attaccante dello Sporting, del Manchester United, del Real Madrid e della Juventus è partito titolare nella vittoria casalinga per 1-0 contro il Galles, nella prima giornata del Gruppo A4 della Nations League, mentre è rimasto in panchina senza essere utilizzato nel successo in trasferta contro la Norvegia (2-1), domenica scorsa.

Dopo quest'ultima partita, a Oslo, il calciatore dell'Al Nassr ha lasciato il terreno di gioco apparentemente insoddisfatto, senza unirsi ai compagni di nazionale nei ringraziamenti ai tifosi portoghesi.

Martedì Ronaldo si è allenato nella palestra dell'hotel che ospita la nazionale, nonostante fosse stato allo stadio dove si è svolto l'allenamento.

Dopo questo episodio, il presidente della FPF, Pedro Proença, ha viaggiato verso la capitale danese, rinunciando alla presenza a Ponta Delgada, dove avrebbe dovuto assistere alla partita della nazionale Under 21 contro Gibilterra. Oggi Ronaldo ha lasciato lo stadio dopo la conferenza stampa di presentazione della partita contro la Danimarca tenuta dal commissario tecnico Jorge Jesus.

Le ultime prestazioni di Ronaaldo
Le ultime prestazioni di RonaaldoDiretta

Il tecnico ha limitato le sue risposte a sole due domande sul capitano, negando l'esistenza di qualsiasi caso, ma ammettendo il malcontento del giocatore per aver svolto il riscaldamento nella partita contro la Norvegia senza poi essere entrato in campo.

“Ronaldo non si è rifiutato di allenarsi. Era impossibile. Oggi si allenerà”, ha detto Jorge Jesus nella conferenza stampa in questione, prima dell'allenamento, al quale l'attaccante non ha partecipato.

Jesus ha fatto riferimento allo “status” di Ronaldo per ammettere un possibile errore, prima di annunciare la titolarità di Gonçalo Ramos nella partita di giovedì, senza però garantire l'impiego di Ronaldo.

“In linea di principio, giocherà Gonçalo Ramos. Non so se Ronaldo entrerà o meno. Non so cosa succederà domani (giovedì) durante la partita. Se avrò bisogno di lui, entrerà; se non ne avrò bisogno, non entrerà”, ha sottolineato Jesus.

Alla vigilia della sfida contro i danesi, il 72enne allenatore ha ribadito la propria autorità: “Lo status non dà diritto ai giocatori di essere trattati diversamente dagli altri. Lo status è il rispetto per la loro carriera. Mi pongo sempre la questione e definisco il piano con il giocatore, ma decido io. Loro lo sanno. Chi ha lavorato con me lo sa, lo sanno tutti, persino i presidenti. Nel club comanda il presidente, nella squadra comando io. Con i giocatori è lo stesso”.

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