La dura legge della B. Se sembrava facile alle retrocesse dalla Serie A imporsi in un campionato di livello inferiore, hanno subito fatto i conti con una dura realtà, che pur conoscono bene. Per le tre compagini scese nel campionato cadetto sono arrivate tre sconfitte "di corto muso". Rose più forti sulla carta e ingaggi più alti si sono scontrati con giocatori disposti a combattere con il "coltello tra i denti" e ne sono venuti fuori risultati in alcuni casi addirittura clamorosi.
La ragnatela magica di Tomei
Il favoritissimo Verona è caduto al Bentegodi contro la ragnatela magica di Francesco Tomei. Il neopromosso Ascoli è passato prima in svantaggio grazie a un gol di Mulattieri nel primo tempo, e poi ha ribaltato la partita nel giro di tre minuti a inizio ripresa con D'Uffizi e Silipo. Anche in Serie B, il gioco più bello dell'ultima Serie C ha fatto la differenza.
A dispetto di una rosa per valore più bassa di tutta la Cadetteria, le trame "spagnoleggianti" del tecnico abruzzese hanno fatto la differenza, con l'Ascoli che pur avendo meno occasioni gol è stato bravo a sfruttarle e soprattutto a imbrigliare il gioco degli uomini di Baroni con il fitto possesso palla. Merito anche di una squadra già rodata e affiatata che con un mercato scarno è restata pressoché uguale allo scorso anno, potendo così ripetere il mantra tecnico di Tomei a memoria.

KO anche per Cremonese e Pisa
È caduto anche il Pisa in casa contro il Padova. Nonostante un netto predominio territoriale che ha costretto gli avversari nella propria metà campo, gli errori in attacco hanno mostrato il conto quando al 63' un errore di Confente ha permesso a Fusi di portare in vantaggio gli ospiti, poi bravi a difendersi con ordine e alzare le barricate di fronte a Sorrentino, impartendo così agli uomini di Bianco il primo doloroso ko.
Sconfitta esterna per l'altra "ex grande", la Cremonese, che ha perso di misura a Empoli. Partita come una delle favorite per la promozione diretta, ha trovato sulla sua strada una formazione compatta e ambiziosa. Il gol di Shpendi al 21' fa già sognare in grande gli uomini di Pagliuca.
Inizio col botto per il Vicenza, vittoria col brivido per il Palermo di Inzaghi, si salva la Samp
Che il campionato di B fosse tutt'altro che scontato si era capito già venerdì, quando il Catanzaro è caduto 3-2 sul campo di un'altra neopromossa, il Vicenza. In una partita ricca di gol e spettacolo, con continui capovolgimenti di fronte, il veleno è arrivato in coda per gli uomini di Gorgone. Il gol della vittoria, dopo due mini-rimonte, è giunto all’89’ grazie al neoentrato Morra, che ha sfruttato l’assist di Rauti fulminando Pigliacelli con una girata di destro.
Non ha deluso le aspettative, almeno nel risultato, invece un'altra squadra eliminata ai playoff lo scorso anno e considerata ora tra le favoritissime per la promozione, il Palermo di Inzaghi. Tre punti pesanti, ottenuti però con qualche spavento. Dopo il gol lampo di Johnsen al 4' su assist di Pohjanpalo e la traversa di Ranocchia, i siciliani hanno infatti rischiato all'83' la beffa contro la Juve Stabia su un legno di Patané, prima di difendersi con ordine e portare a casa i tre punti.
L'83' è stato invece un minuto decisivo per la Sampdoria, che è riuscita a evitare la sconfitta a Cesena con gol di Henderson. I romagnoli erano passati in vantaggio con Cristian Shpendi e avevano anche colpito due legni. L'espulsione di Antonio David però ha cambiato le carte in tavola e l'inerzia della partita, dando il via al forcing blucerchiato che alla fine ha ottenuto il risultato sperato.
Per Il resto, il Mantova ha vinto 2-1 a Carrara, mentre Arezzo e Modena hanno espugnato il campo dell'Avellino e del Benevento. Tre colpi esterni che con quelli di Ascoli e Padova portano a cinque le vittorie in trasferta. Il successo interno del Südtirol contro l'Entella di venerdì invece si unisce a quelli di Empoli, Vicenza e Palermo. Dieci partite, 23 gol e un solo pareggio.

La dura legge della B
Il salto dalla Serie A alla B si è rivelato, come spesso succede, traumatico. Spazi ridotti, ritmi spezzettati, partite fisiche mettono alla prova le squadre abituate ad altri palcoscenici. Quando trovi di fronte formazioni che concedono poco e si barricano dietro quando necessario per poi colpire al primo spiraglio, il minimo errore può essere fatale.
La delusione di tornare in un campionato meno prestigioso, rose smantellate e ricostruite in fretta possono lasciare macerie. E bisogna poi essere bravi a cancellare le prime sconfitte, togliersi l'arroganza da primi della classe e sporcarsi le mani, sennò il campionato può riservare brutte sorprese.
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