Senza Neres, il cui dolore alla caviglia si è riacutizzato, nel Napoli è partito dal primo minuto Antonio Vergara, ragazzo della Primavera azzurra. Schierato proprio nella zolla preferita dal brasiliano, il 23enne all'esordio dal primo minuto si è guadagnato subito un corner che ha calciato provocando la girata di capitan Di Lorenzo, che alzava di testa sopra la traversa.
Senza vari calciatori importanti, il Sassuolo ha approcciato la sfida di Fuorigrotta più basso del solito, attendendo inizialmente gli azzurri, che sula destra vedevano prima Di Lorenzo e poi nuovamente Vergara infilare centralmente per Hojlund, che però veniva anticipato in entrambi i casi. Il dinamismo dei partenopei era però veemente, e dopo otto minuti uno scatto di Elmas portava il macedone a colpire forte: sulla ribattuta di Muric arrivava al volo Lobotka, che colpiva sotto la traversa d'interno, aprendo le marcature.
Elettricità neroverde
La reazione emiliana era immediata, con Laurienté che stimolava Milinkovic-Savic con un rasoterra da sinistra sulla cui respinta Pinamonti era ben appostato, ma sulla sua botta secca Juan Jesus salvava in scivolata. Dopo il quarto d'ora il capitano azzurro si inseriva benissimo in orizzontale per impattare su un cross di Spinazzola, ma senza inquadrare la porta di testa. Laurienté era invece l'incaricato di suonare la carica tra gli ospiti, seminando il panico in un paio di occasioni.
Il ritmo aumentava dopo la mezz'ora, quando dopo un'occasione fallita da Spinazzola ne arrivavano due per Fadera, che prima si vedeva rimpallato il tiro e poi tirava fuori puntando al primo palo. Chi faceva venire un brivido enorme al Maradona era il portiere serbo, che dopo un colpo di testa avversario fermava il pallone quasi sulla linea e con il gomito, dopo essere sceso a terra in modo approssimativo. Il primo tempo si chiudeva con una bella iniziativa di Vergara, che però cercava fortuna con un tiro a giro ben oltre misura.
Sofferenza
Nonostante un inizio veloce da parte dei partenopei, che sfondavano sulla destra ma senza profitto, l'inizio della ripresa vedeva gli emiliani spingere in varie occasioni. Su tutte quella di Lipani, che dal limite dell'area obbligava Milinkovic a scendere a terra per mettere in corner sventando un insidioso rasoterra. E dopo un altro attacco ospite sul quale Beukema sbrogliava la matassa, Elmas chiedeva il cambio, anticipando così l'ingresso di Politano e anche quello di Lang, che prendeva il posto del difensore olandese.
Privo di idee, il Napoli arretrava non poco il baricentro, e al 66esimo perdeva Rrahmani, che veniva sostituito da Buongiorno dopo un risentimento all'adduttore. Lang e Spinazzola fabbricavano una buona trama a sinistra, dalla quale però non scaturiva un cross fertile. Su un rilancio errato di Muric, era McTominay a cercare la rete con una botta da fuori che sfilava di pochissimo a lato del palo.

Gli ultimi minuti erano esercizio di resistenza da parte del Napoli e di pressione sul fronte emiliano. McTominay perdeva due palloni bollenti in mezzo al campo, mentre Di Lorenzo si esibiva prima in una chiusura in diagonale su un cross e poi in un intervento pulitissimo a evitare uno scatto potenzialmente devastante di Laurienté. Politano cercava il tiro da fuori e, dopo aver sbagliato, sentiva tirare la gamba e lasciava il campo per un po', rientrando poi zoppicando per non lasciare i suoi in inferiorità numerica.
Gli azzurri serravano le fila e stringevano i denti, e alla fine chiudevano ogni spazio. Il trionfo arrivava, ed era cruciale per crederci ancora, ma i nuovi infortuni davano un sapore amaro a questo incontro. La settimana prossima, tra Copenaghen e la sfida dello Stadium contro la Juventus, sarà complicato gestire le risorse.
