Davanti a un Olimpico che ha recuperato lo smalto dei bei tempi grazie al ritorno dei tifosi locali, la Lazio ha ospitato un Milan che veniva accompagnato da 10mila supporter. La squadra di casa partiva subito forte e cercava di spingere soprattutto sulla fascia destra con Isaksen, che metteva spesso in difficoltà Estupinan e Pavlovic. Nei primi minuti Dele-Bashiru scappava sulla destra e crossava al centro dell’area, ma Maignan usciva con decisione e riusciva ad allontanare il pallone con un intervento importante.
Con il passare dei minuti il Milan cominciava però a prendere campo. I rossoneri avanzavano progressivamente e costruivano la manovra sempre più vicino all’area avversaria, anche se spesso mancava precisione negli ultimi metri. In una delle occasioni più pericolose Pavlovic arrivava vicinissimo al gol: dopo un tiro di Pulisic deviato sui suoi piedi, il difensore del Milan superava Gila con un dribbling e tirava a colpo sicuro, ma Provstgaard riusciva a murare il tentativo con un salvataggio decisivo.
Break danese
La squadra rossonera continuava a provarci e Saelemaekers metteva un buon cross sul secondo palo per la testa di Estupinan, che anticipava Isaksen ma mandava il pallone fuori di pochissimo. Poco dopo era invece la Lazio a rendersi pericolosa: Taylor si inseriva sulla sinistra, superava De Winter e lasciava partire un potente sinistro che si stampava sulla traversa.
Al 26’ arrivava il vantaggio dei biancocelesti. Dalle retrovie partiva un lancio lungo per Isaksen, che scattava alle spalle della difesa, lasciava sul posto Estupinan e depositava il pallone sul secondo palo, battendo Maignan nonostante il tentativo di uscita del portiere. Dopo il gol la Lazio abbassava un po’ il ritmo, lasciando più possesso al Milan, che però faticava a trovare accelerazioni per rompere la difesa avversaria.
Prima dell’intervallo Maldini provava anche un contropiede pericoloso: recuperava palla con il Milan sbilanciato in avanti, resisteva alla marcatura di De Winter e arrivava davanti a Maignan, ma il portiere francese respingeva il suo tiro con sicurezza.

Nella ripresa Allegri cambiava assetto tattico: il Milan passava dal 3-5-2 al 4-3-3, con Saelemaekers a destra, Leao al centro e Pulisic sulla sinistra. I rossoneri aumentavano la pressione e Pulisic provava un destro insidioso dal limite dell’area, ma Motta interveniva con una grande parata. Subito dopo Fofana non riusciva a deviare in porta di testa una palla sporca dello stesso Pulisic.
Il Milan continuava a spingere e Allegri effettuava alcuni cambi, inserendo Bartesaghi e Athekame al posto di Estupinan e Tomori. Poco dopo i rossoneri avevano un’altra occasione con Pulisic, che però calciava altissimo da buona posizione. L'allenatore rossonero toglieva Leao e Fofana per Füllkrug e Nkunku. Proprio al momento della sostituzione il portoghese appariva molto nervoso: usciva dal campo lentamente e, quando Allegri provava ad abbracciarlo, si ritraeva visibilmente infastidito per il cambio.

Nel finale Athekame trovava anche la rete con una bellissima conclusione, ma l’arbitro Guida annullava immediatamente il gol perché ravvisava un tocco di mano dell’esterno rossonero durante l’azione. La mano c’era davvero e il Milan rimaneva così senza la gioia di un gol che sarebbe stato spettacolare. Il forcing degli ospiti non si arrestava, soprattutto dall'out sinistro con Bartesaghi e Nkunku. A ergersi su tutti c'erano però un monumentale Gila e un sicurissimo Motta, che stringevano i denti e chiudevano tra scivolate e uscite alte.
Gli ultimi minuti scorrevano con i rossoneri alla disperata ricerca del pari, mentre i padroni di casa serravano le fila, proponendo un solo contropiede con Cancellieri, che però arrivava stanchissimo in area avversaria. Modric provava la gloria con una rovesciata da bomber consumato, ma Gila deviava anche quel pallone, oltre a quello su un cross basso di Athekame pochi secondi dopo.

Il recupero, che per Sarri durava più del dovuto, si concludeva con l'espulsione del tecnico laziale, che protestava per il minuto aggiuntivo assegnato dall'arbitro. Dall'entrata negli spogliatoi l'allenatore dei padroni di casa assisteva agli ultimi respiri di un incontro che significava il ritorno di una Lazio passionale e la sconfitta di un Milan che manca l'avvicinamento all'Inter in cima alla classifica.
