Una bufera giudiziaria travolge i vertici dell'AIA. Secondo quanto riferito dall’agenzia Agi, il pubblico ministero Maurizio Ascione ha notificato un avviso di garanzia a Gianluca Rocchi, designatore di Serie A e B, con l'ipotesi di concorso in frode sportiva.
L’indagine punta a chiarire se Rocchi abbia esercitato pressioni indebite sugli addetti VAR per influenzare le decisioni di gara.
Il "giallo" di Udinese-Parma e l'indagine su Paterna
Il fulcro dell'inchiesta è datato primo marzo 2025, durante la sfida Udinese-Parma. Un video acquisito dagli inquirenti documenta i momenti concitati nella sala VAR di Lissone. Inizialmente, il VAR Daniele Paterna appare fermo sulla sua posizione riguardo un presunto fallo di mano: "Non mi sembra fuori dalla sagoma, il braccio mi sembra sul corpo".
Improvvisamente, però, la dinamica cambia. Paterna si gira, pronuncia il labiale "È rigore?" e richiama l'arbitro Maresca per la on-field review. Il sospetto degli investigatori, nato da un esposto di Domenico Rocca, è che Rocchi abbia bussato sul vetro della stanza per condizionare la scelta. La posizione di Paterna è ora centrale: ascoltato inizialmente come testimone, è stato iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza. Secondo il PM, l'arbitro non avrebbe detto la verità durante l'interrogatorio in merito alle interazioni avvenute in quegli istanti.
Il precedente: il caso Inter-Verona
L'attività degli inquirenti scava però anche nella scorsa stagione. Sotto la lente d'ingrandimento è finita la gestione di Inter-Verona (gennaio 2024), segnata dalla mancata espulsione di Bastoni per una gomitata su Duda poco prima della rete decisiva dei nerazzurri.
Nonostante gli audio tra l'arbitro Fabbri e il VAR Nasca abbiano confermato una gestione caotica, l'intervento del monitor non fu mai richiesto. Secondo le ipotesi investigative, si starebbe valutando se l'omissione di quel "fallo intenzionale" faccia parte di un meccanismo di condizionamento più ampio, volto a piegare i protocolli VAR a interessi estranei al campo.

Porte chiuse e tensioni politiche: il rischio scissione
Oltre al risvolto penale, l'inchiesta ha innescato un terremoto politico tra AIA e FIGC. Dopo le prime segnalazioni, l’ex presidente degli arbitri, Antonio Zappi, aveva tentato di blindare la sala VAR introducendo l’obbligo di relazioni scritte per chiunque accedesse a Lissone, incluso il team del designatore.
Questo clima di sorveglianza speciale e l'invio di ispettori federali hanno logorato i rapporti tra le istituzioni, portando la tensione ai massimi storici. Sullo sfondo resta l'ombra della scissione: l'ipotesi che la CAN di Serie A possa staccarsi definitivamente dall'Associazione Arbitri, segnando una rottura epocale nel governo del calcio italiano. L'indagine preliminare dovrà ora stabilire se queste manovre integrino reati penali o se la questione rimarrà confinata nelle aule della giustizia sportiva.
Rocchi: "Io sempre corretto, ho fiducia nella magistratura"
"Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura". Questa la risposta di Gianluca Rocchi, raggiunto dall'Ansa
