Solomon si presenta: "Sono ebreo e amo il mio Paese, se ci saranno fischi li accetterò"

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Manor Solomon
Manor Solomon GABRIELE MALTINTI / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Il neo acquisto della Fiorentina, presentato insieme a Brescianini, chiarisce: "Non sono qui per parlare di politica ma per giocare a calcio". Poi prosegue: "A me poi piacciono le sfide e in questi mesi affronteremo una grande missione".

"Sono ebreo e amo il mio Paese, i fischi se ci saranno li accetterò". Manor Solomon replica così alle polemiche che hanno accompagnato il suo arrivo alla Fiorentina: nel giorno della presentazione ufficiale al Viola Park, il giocatore israeliano in prestito dal Tottenham dopo una prima parte di stagione disputata nel Villarreal sa di essere stato al centro delle critiche per una serie di post pubblicati (soprattutto nel 2023) a favore del governo di Israele nella guerra contro la Palestina.

Il calciatore, punto di riferimento anche della Nazionale di Tel Aviv ha aggiunto: "Non sono qui per parlare di politica ma per giocare a calcio, come è accaduto a Roma contro la Lazio so che ci saranno tifosi che anche altrove mi fischieranno, lo accetto, io sono qui per fare il mio lavoro".

"Amo il mio Paese, ma vorrei lasciare da parte la politica, io penso solo al calcio - ha continuato Solomon esprimendosi in inglese - Nei mesi in cui sono stato in Spagna non è accaduto nulla di particolare e comunque ormai rimane lì, non ho fatto caso a qualche fischio, non è successo nulla che abbia influito sulla mia scelta di cambiare e venire in Italia, sono contento anche se - ha sorriso - quando ho ricevuto la chiamata della Fiorentina ho guardato la classifica e non volevo crederci ma ho parlato con i dirigenti e so che è un club con una grande storia. A me poi piacciono le sfide e in questi mesi affronteremo una grande missione, ho visto tante cose buone, riusciremo a restare in A dopodiché potremo costruire un grande futuro".

Solomon 'tifa' Italia

Alla domanda se l'Italia, affrontata nelle qualificazioni mondiali con la propria Nazionale, riuscirà a superare gli spareggi di marzo e a qualificarsi al prossimo Mondiale l'esterno israeliano ha risposto: "Ripenso spesso a quelle partite, specie a quella persa 4-3, quella sconfitta è ancora nella mia testa, avremmo potuto vincere - ha ammiccato Solomon - In ogni caso l'Italia è una grande nazionale, con grandi giocatori, spero riesca a qualificarsi, se lo merita".

Il tema delle tensioni internazionali però ritorna e chi gli chiede della grave situazione in Iran e della repressione che conta migliaia di morti, Solomon ha ribadito: "Non sono qui per fare e parlare di politica, al popolo iraniano auguro il meglio".

Brescianini convinto del progetto

"Non è stato difficile lasciare l'Atalanta in Champions per venire alla Fiorentina in lotta per salvarsi: a Bergamo avevo poco spazio di qui la voglia di cambiare, e poi, la storia del club viola parla da sola".

È quanto ha dichiarato Marco Brescianini durante la presentazione oggi al Viola Park insieme a Manor Solomon: il 26enne centrocampista è arrivato in prestito con diritto di riscatto legato a determinate condizioni e ha già debuttato subentrando domenica scorsa contro il Milan.

"A Firenze mi è stato presentato un progetto ambizioso, inoltre avevo voglia di rimettermi in mostra - ha proseguito Brescianini - Ringrazio la famiglia Commisso e i dirigenti che sono riusciti a chiudere in fretta l'operazione, anche un anno e mezzo fa la Fiorentina mi aveva cercato ma non in modo così insistente, comunque ho detto di sì in poche ore. Inoltre mister Palladino mi ha detto che questa è una piazza incredibile e mi ha consigliato di venire perché mi sarei trovato bene".

Quasi gol al debutto

Per questa nuova avventura in viola il centrocampista ha scelto la maglia numero 4, lo stesso indossato la scorsa stagione da Bove. "Voglio fare un grosso in bocca al lupo a Edoardo" ha aggiunto. Contro il Milan è andato vicinissimo al gol quando al 96' ha colpito in pieno la traversa.

"Per due o tre notti non ci ho dormito - ha sorriso - Sarebbe potuto essere un esordio da sogno, ma ora pensiamo alla trasferta di Bologna, sarà una battaglia, lo sarà in generale fino alla fine, ma ho trovato un gruppo coeso, unito, possiamo fare grandi cose, tutti non vediamo l'ora di dare una bella svolta".

Vicino Harrison

A fare gli onori di casa il ds Roberto Goretti che si è detto soddisfatto dell'arrivo di Brescianini e Solomon ringraziandoli per l'entusiasmo con cui hanno entrambi accettato questa sfida: "Possiamo contare su di loro e sulla loro mentalità, coraggio e serietà". Intanto il club viola continua a discutere con il Leeds per il prestito di Jack Harrison (da definire la formula e alcuni dettagli). 

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