"Sto bene, son felice di essere qua: dico ai giovani di non cominciare neanche a scommettere e di coltivare i loro sogni. Un anno fa è stato il periodo più difficile perché avevo problemi causati dal gioco. In quei casi diventa complesso gestire tutto da solo e a quel punto ho capito che dovevo chiedere aiuto"
Queste le parole di Nicolò Fagioli, che è intervenuto al secondo dei dieci incontri fissati come parte integrante della squalifica per la vicenda scommesse. Questa volta, il centrocampista è intervenuto di fronte agli studenti di Condove.
"Cosa mi spingeva a mettere tanto denaro nel gioco? Forse avevo tanto tempo libero, la noia mi portava a giocare. Penso sia stata questa la principale causa: è cominciata così, ma dopo tempo è diventata una malattia", ha spiegato.
"Non dico ancora di esserne già uscito, sicuramente è stato un periodo molto difficile e il percorso non si conclude in cinque mesi. Ma sicuramente sto facendo in modo di uscirne definitivamente", ha poi aggiunto il giocatore della Juventus.
Il bianconero, come spiega la Gazzetta dello Sport, era accompagnato dallo psicologo che lo sta seguendo, il dottor Paolo Jarre.
Il vizio influiva sulle sue prestazioni
Fagioli ha anche spiegato di come il gioco d'azzardo abbia influito sulla sua vita professionale: "All’inizio non pensavo di andare incontro a delle conseguenze. Quando è diventata una malattia ho capito che potevo rischiare molto nella mia carriera, ma la paura veniva superata dall’adrenalina della giocata. È difficile rivivere l’adrenalina? Sì, ma ora trascorro più tempo libero con la famiglia e con gli amici, gioco a tennis e a padel".
"Il gioco d’azzardo influiva negativamente sulla mia attività lavorativa? Penso di sì perché non mi allenavo al 100%, e dunque in partita non davo tutto quello che potrò dare più avanti dal mio rientro", ha aggiunto.
Una menzione anche al riscontro positivo ottenuto sui social: "Per un po’ di giorni ho chiuso i social, poi ho letto solo i messaggi positivi. Sapevo potesse esserci il rischio di perdere la Juve, ma in società tutti mi sono stati vicini dal primo giorno".
Il giocatore ha chiuso su una nota positiva: "Il 19 maggio finisce la squalifica, il 26 maggio col Monza spero di tornare a giocare".
