"Io mi concentro sulle partite. Penso che quella di prima era una squadra più pronta, questa è una squadra di ragazzi con qualità, ma da far crescere e con un percorso lungo davanti".
Sono queste le parole con cui Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, chiude la questione mercato rispondendo a chi chiede se la squadra biancoceleste sia uscita rinforzata o meno dalla sessione invernale del calciomercato.
Su Romagnoli, ammette che "ha fatto 5 giorni di permesso, ora è tornato e si sta allenando molto bene, non vedo differenze rispetto a prima. È un giocatore pronto, o domani o mercoledì in Coppa Italia giocherà".
Sulla Juventus
Infine un pensiero sulla sfida alla Juventus, una partita "difficile senza ombra di dubbio; giocare con l'intensità degli ultimi 25 giorni non l'avevo mai vista. Ha qualità, è solida, viene da una sconfitta sulla quale si può discutere, non ha sbagliato il match. È una partita difficile anche mentalmente perché si va a giocare in uno stadio difficile. Partita estremamente difficile ma nel calcio, a priori, non vince nessuno", conclude.
"Mi piacerebbe sognare e in questo momento non è possibile"
"C'è un contratto in essere, ho preso una decisione a inizio anno e vado avanti con quella decisione. Se non ci sono cose che possono far cambiare opinione alle due parti si può andare avanti. Io sono come i tifosi, mi piacerebbe sognare e in questo momento non è possibile. Non ho l'ossessione della vittoria, ma del sogno sì. Mi piacerebbe avere una squadra che mi possa far sognare, una squadra che mi lascia la sensazione di poter fare qualcosa di importante. Io la mia carriera l'ho fatta, adesso mi devo divertire".
Così Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, nella conferenza stampa che anticipa la sfida alla Juventus, ha risposto alle domande sul clima teso attorno alla squadra, tra cessioni e acquisti e proteste dei tifosi.

"La situazione è pesante, giocare in un Olimpico con 4.000 persone è dura - ha aggiunto il tecnico - La speranza è che si ricomponga questa cosa perché abbiamo bisogno dei nostri tifosi. In più c'è il blocco delle trasferte, una pena collettiva che è inconcepibile. Il 90% dei nostri tifosi non ha fatto nulla ma non può venire a vedere la Lazio, penso sia incostituzionale oltre che una sconfitta delle istituzioni perché significa non saper tenere l'ordine pubblico se non con punizioni fantasiose".
Infine, sul rapporto con la società, Sarri ammette di vivere la situazione "con discreta serenità, le arrabbiature arrivano per fatti reali. Nell'ambito lavorativo ci sono delle discussioni ma quello credo sia inevitabile, ogni società ha due compartimenti, uno finanziario e uno sportivo, e farli contenti entrambi è quasi impossibile".
