Roma, Ranieri: "I Friedkin stanno pensando al ritorno di Totti", e su Dybala e Pellegrini...

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Francesco Totti
Francesco TottiALESSANDRO BREMEC / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Dopo 25 anni da calciatore e due da dirigente, Francesco Totti potrebbe vivere la sua terza avventura in giallorosso, con un ruolo tecnico e operativo a collegamento tra squadra e società.

"I Friedkin ci stanno pensando, mi auguro che lui possa essere utile alla Roma perché è una parte della Roma". Ha risposto così Claudio Ranieri, senior advisor dei Friedkin, sul possibile ritorno di Totti in società come dirigente in un'anticipazione dell'intervista che andrà in onda su Sky Sport

E così, dopo 25 anni da calciatore e due da dirigente, Totti potrebbe tornare nel club della sua vita in quella che sarebbe la sua terza avventura in giallorosso. Tra le parti, infatti, sarebbero in corso dei dialoghi per capire quale ruolo potrebbe ricoprire l'ex capitano giallorosso. I Friedkin starebbero valutando un incarico tecnico e operativo, con funzioni di collegamento tra squadra e società.

"Dybala e Pellegrini? Se si trova un accordo bene, sennò arrivederci"

L'ex tecnico nell'intervista è andato oltre: "Mi sembra che il nuovo stadio lo dica ampiamente, quanto sono coinvolti i Friedkin. Hanno preso un allenatore per tre anni, la richiesta è stata chiara: vogliamo essere in Champions League. Poi ci sarà l’anno in cui magari vincerai lo scudetto e l’anno in cui faticherai. Non si può dire a un allenatore devi fare questo o quello. A fine anno si vede, e non parlo di classifica, ma di numero di giocatori che il nostro allenatore reputa blocco. Io so che lui vuole uno zoccolo duro di 15-16. Il nostro obiettivo è portarli, domani, dopodomani? Io sono un ex allenatore, li avrei voluti ieri. Però non si può fare tutto subito, siamo uniti e quando Gasperini parla non dice una virgola fuori posto. Ai Friedkin dico sempre che sono d’accordo con lui, perché è un uomo di grande visione. Però dobbiamo avere il tempo di arrivare a quella visione”.

"Robinio Vaz è un ingaggio voluto da noi tutti"

Sugli obiettivi della Roma: "La voglia è quella di andare il più alto possibile, però stiamo costruendo. Io sapevo che avremmo passato due mercati di difficoltà, e sono sincero: non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi, sia nel primo che nel secondo mercato. Questo dimostra che Gian Piero è molto bravo: voleva Malen e Zaragoza, sono arrivati. Robinio Vaz è un ingaggio voluto da noi tutti, perché tutte le squadre d’Europa stanno acquistando giocatori giovani, a 50-60 milioni di euro. Tu non puoi competere con Chelsea, Liverpool, Paris Saint-Germain: stiamo cercando di fare qualcosa, sperando di centrare questi ragazzi”.

Su Gasperini e il suo rapporto turbolento con Massara, Ranieri spiega: "Sono due caratteri differenti. A Gian Piero piace stare lì sempre a martellare, venisse qui Dio come direttore sportivo martellerebbe pure lui. È il suo modo di lavorare, lui arriva la mattina e batte i pugni sul tavolo, voglio questo e voglio quell’altro. Massara è una persona molto riflessiva, molto calma: cerca di fare il suo lavoro e non dobbiamo mai dimenticare che lui rappresenta la società. Io sto nel mezzo”.

"Bene Malen e Zaragoza, Dybala e Pellegrini? Se si trova un accordo bene, sennò arrivederci"

Soddisfatto degli acquisti di Malen e Zaragoza: “Malen è un giocatore di grandissima esperienza, sa giocare da punto di riferimento lì davanti e si sa smarcare benissimo. Riesce a farsi vedere anche nelle situazioni più difficili, anche con l’Udinese si è creato 2-3 occasioni. Zaragoza dovrà capire il gioco di Gasperini, perché lui finora ha sempre fatto l’ala, è sempre stato largo. Però ha quella capacità di saltare l’uomo, nell’uno contro uno è molto bravo. È uno che rompe la marcatura”.

Per finire, i casi spinosi di Dybala e Pellegrini: "Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi, sennò non ce la facciamo con le regole UEFA. Non è che la società non vuole, è che altrimenti non ci si riesce. In base a quello che hanno fatto sul campo e a quello che ci dirà l’allenatore e alle valutazioni della società, se c’è un incontro bene. Altrimenti ci si saluta”.

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