Il traguardo è finalmente tagliato. Al suo primo anno sulla panchina giallorossa, Gian Piero Gasperini centra il ritorno in Champions League, regalando alla Roma anche il podio della Serie A grazie al 2-0 sul Verona. Intervenuto ai microfoni di Dazn, il tecnico si è goduto la festa sotto lo spicchio dei tifosi, dove è stato addirittura lanciato in aria dai suoi calciatori.
"È stata una bellissima e difficile serata", ha esordito l'allenatore, sottolineando la complessità del match contro i veneti, per poi aggiungere: "Abbiamo paradossalmente faticato in superiorità numerica, forse c'era fretta di chiuderla: abbiamo giocato non bene e molto poco, non siamo stati in grado di finalizzare i contropiedi. C'era il rischio sulle palle inattive".

Il feeling con la piazza e la svolta dopo Milano
Un'impresa, quella del tecnico piemontese, passata soprattutto dalla totale sintonia nata con la piazza capitolina, capace di superare anche i passaggi a vuoto come la pesante sconfitta subita contro l'Inter, rivelatasi poi la vera svolta stagionale con un parziale successivo di 6 vittorie in 7 gare.

"Ho trovato da subito un gruppo con grande applicazione, tutti volevano fare una stagione di livello ed è stato molto gratificante", ha ammesso con orgoglio Gasperini, esaltando la risposta del pubblico. Ha poi continuato evidenziando il valore dell'ambiente: "Abbiamo conquistato anche la critica e la credibilità nei confronti dei tifosi. Anche nei momenti di difficoltà, lo stadio era pieno. È stata un'annata difficile per altri aspetti, non per il rapporto coi giocatori. È stata la locomotiva che ci ha portato a questo risultato".
L'impatto di Malen e lo sprint da grande squadra
L'allenatore ha poi svelato i segreti della rincorsa Champions, spiegando come la squadra abbia acquisito consapevolezza proprio nel momento più duro. "Abbiamo avuti pochi momenti difficili, quello più difficile è arrivato dopo il 5-2 di Milano", ha confessato il mister, "Io vedo come lavorano i ragazzi; man mano che si prende fiducia, si alza. Al ritorno, pur pareggiando con Juve, Napoli e Milan, avevamo la sensazione di essere cresciuti e di potercela giocare".
La spinta decisiva è arrivata poi dal mercato e dallo spirito di sacrificio delle seconde linee, nonostante una pesante striscia di infortuni che ha colpito l'attacco. "Poi è arrivato Malen che ci ha fatto fare un salto incredibile e abbiamo perso una grande quantità di giocatori: Dybala, Soulé, Dovbyk... Ma chi ha giocato ha sempre dato il massimo", ha spiegato il tecnico.

Ha poi concluso sul filotto finale: "Aspettavamo di fare il filotto. Dicevano sempre di doverlo fare per andare in Champions, con 6-7 vittorie: è quello che fanno le grandi squadre. Lo abbiamo fatto nel momento giusto".
Il complimento a Fàbregas
In chiusura, Gasperini ha voluto dedicare un pensiero sincero a Cesc Fàbregas, autore dell'altra grande impresa di giornata con il Como.
"Complimenti! Sono veramente contento per il Como, è stato un'espressione di calcio", ha commentato il mister con un sorriso, prima di lanciare una leggera e ironica frecciata: "a parte quando si buttano un po' in terra... Ma siete stati un grande esempio di calcio e vedere giocare il Como è sempre stato molto piacevole".
