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Benfica: "Continuo a seguire il Benfica? Sempre, sempre. È chiaro che promettere è difficile, ma spero di tornare un giorno. Certo, giocherei solo nel Benfica. Ho vissuto tutta la mia vita al Benfica, è impossibile giocare negli altri club. Per me significherebbe tradire il Benfica, non riesco a farlo."
Jorge Jesus: "Avevamo proprio bisogno di ritrovare un po' dell'esigenza che il mister Jorge Jesus porta con sé, ed è qualcosa di unico. La maggior parte di noi lo conosceva già. Riesce a trasmettere le sue idee e a lasciare il segno in poco tempo. Riesce a entrare in sintonia con noi."
Le frecciate di Jorge Jesus: "Sempre. Una volta è uscita sul giornale una voce secondo cui il Bayern era interessato a me. Avevamo una di quelle partite in trasferta di Europa League. Sono arrivato all'allenamento con guanti, collo alto e maglia termica. Si gira verso di me e dice: 'Vuoi andare a giocare al Bayern vestito così? Così resti al Benfica'. Quello che deve dire, lo dice."
Il PSG: "Volevo lasciare il PSG, a gennaio è sempre più complicato partire. Non era l'opzione migliore, anche se volevo andarmene a gennaio. Ora riesco a capirlo. Ero arrivato a un punto in cui volevo soltanto andare via. Il club disse subito di no, perché per lasciarmi partire avrebbe dovuto acquistare qualcuno. Ma Luís Campos mi garantì che mi avrebbe lasciato andare in estate. Mi ha dato la sua parola. Con il Mondiale alle porte, parlando con Jorge (Mendes), è nato l'interesse del Milan. Il mister Ruben Amorim è venuto qui e mi ha chiamato. Anche questo è molto importante. Un giorno, poi, Jorge (Mendes) mi ha telofonato al mattino e mi disse: 'L'affare è fatto'".

Ruben Amorim: "Mi ha detto che voleva un centravanti e che ero io la sua scelta, invitandomi a credere che avremmo fatto grandi cose insieme. Stava facendo il massimo per portarmi al Milan. L'ho ringraziato per aver creduto in me. Tra il serio e il faceto, alla fine hanno pagato un camionata di soldi."
I portoghesi al PSG: "Mi è costato lasciare il PSG, perché il gruppo era fantastico. C'erano i tre portoghesi con cui trascorrevo tutta la mia vita. Viaggi, allenamenti, partite, nazionale... Sapevano che volevo andarmene e, scherzando, mi dicevano di restare almeno per la 'resenha'. Abbiamo vissuto tanti momenti troppo belli per essere trovati facilmente in questa vita che facciamo."

La mancanza di partite da titolare al PSG: "Negli ultimi tre anni al PSG non mi è mai capitato, credo, di giocare quattro o cinque partite consecutive da titolare. A volte era frustrante e mi arrabbiavo. Mi è capitato di segnare in quattro o cinque partite consecutive senza essere titolare nemmeno una volta. E per me non aveva senso. Ne parlavo con la mia famiglia. Sapevo però che, se avessi mostrato il mio disappunto, sarebbe stato un problema per me. Se rispondo con i fatti, continuando a lavorare, nessuno potrà mai mettere in discussione la mia professionalità o dire che ho mostrato malumore. Ero frustrato, ovviamente. Ma si tratta di trasformare quella frustrazione in qualcosa di positivo."
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