Il mercato di gennaio è spesso considerato come una “sorella minore” rispetto alla ben più movimentata sessione estiva, ma un acquisto mirato a inizio anno può comunque rivelarsi decisivo per le ambizioni di una squadra, sia in patria che in Europa.
Lo sa bene la Juventus, attualmente quinta in campionato, che per assicurarsi almeno l'ultimo posto in Champions ha il problema di finalizzare al meglio la grande mole offensiva tipica del gioco di Luciano Spalletti.

Kenan Yildiz guida la classifica interna in questa stagione con sette gol in Serie A e otto complessivi, ma resta il fatto che la Juventus ha bisogno di un attaccante che garantisca davvero un certo numero di reti, cosa che né Jonathan David né Lois Openda sono riusciti a fare finora.
Complici l'infortunio e l'addio sempre più probabile di Dusan Vlahovic, Spalletti è intenzionato a portare a Torino un vero centravanti prima della chiusura del mercato. Un attaccante centrale che, per certi versi, ricorda quelli “vecchia scuola”: forte fisicamente, dominante nel gioco aereo, capace di giocare come terminale offensivo in un 4-2-3-1 o in coppia con Jonathan David, per valorizzare al meglio il canadese, che finora ha faticato dopo il trasferimento dal Lille.
L’interesse per Mateta era comprensibile
Il nuovo acquisto dovrà essere, inoltre, in grado di giocare spalle alla porta e coinvolgere nel gioco elementi come Yildiz, Weston McKennie e Francisco Conceiçao.
Sotto molti aspetti, quindi, l’interesse iniziale della Juve per il talento del Crystal Palace, Jean-Philippe Mateta, era più che logico.

L’attaccante francese, 28 anni, si è spesso trovato a reggere da solo il peso dell’attacco dei londinesi del sud, oppure a dialogare bene con giocatori come Michael Olise ed Eberechi Eze prima che entrambi lasciassero il club per Bayern Monaco e Arsenal.
Le sue doti realizzative non sono certo in discussione. Nell’ultima stagione completa di Premier League con il Palace (24/25), ha registrato un ottimo xG di 13.5 e la maggior parte dei suoi 14 gol nel massimo campionato inglese sono arrivati grazie a inserimenti su cross dalle fasce.
Come si vede anche dal grafico allegato, molti di questi gol sono stati segnati da una posizione centrale dell’area, tra il dischetto del rigore e la porta.

Dall’inizio della stagione 23/24, ha realizzato 38 gol in 94 presenze in Premier League, fornendo anche sette assist. Ha inoltre segnato altri cinque gol tra coppe nazionali ed europee, aggiungendo quattro assist.
Ha mostrato progressi in quasi tutte le stagioni in cui non ha subito infortuni prolungati e, con tutto il rispetto per il Palace, in una squadra di livello superiore potrebbe aumentare ulteriormente il suo rendimento.
L’attaccante vuole lasciare il Palace
Per quanto riguarda il gioco di squadra, la sua miglior percentuale di passaggi riusciti — 73,8% — è arrivata nella positiva cavalcata in FA Cup 24/25, un dato ben superiore alla media per un centravanti di riferimento.
Un altro punto di forza del francese è la capacità di sfruttare al meglio le sue qualità, mantenendo il gioco semplice ed efficace.
Non è, e probabilmente non sarà mai, un giocatore che salta le difese palla al piede con dribbling spettacolari, ma non è mai stato il suo punto forte e non è certo per questo che i club sono interessati a lui.
Considerando che Mateta ha recentemente accusato il Palace di mancanza di ambizione e ha dichiarato apertamente di voler cambiare aria, un trasferimento alla Juve sarebbe stato un’ottima occasione sia per il giocatore che per la società.
En-Nesyri il nuovo obiettivo
Sembra però che il club londinese abbia fatto muro sulle condizioni della trattativa, spingendo i dirigenti bianconeri a virare su Youssef En-Nesyri, con alcune fonti che parlano già di una delegazione volata per incontrare il giocatore.
Come Mateta, anche il marocchino è abile nel gioco di sponda e nel farsi trovare al posto giusto al momento giusto per finalizzare i cross dalle fasce.

Si esalta sui palloni messi in area, dà il meglio di sé davanti alla porta e non solo ha superato Mateta per gol in campionato nel 24/25 (20 reti), ma ha anche registrato un xG straordinario di 18.3.
Pur avendo segnato con regolarità ovunque abbia giocato, forse l’unico dubbio — simile a quello che riguarda Mateta — è che non ha mai avuto la responsabilità di essere il riferimento offensivo in un vero top club.
La Juve deve valorizzare le qualità di En-Nesyri
Con tutto il rispetto per l’attuale club, il Fenerbahce, non è certo paragonabile alla Juventus — e la Super Lig turca non è la Serie A. Questo non significa che non possa imporsi in Italia; bisogna però essere consapevoli della realtà.
Se Spalletti riuscirà a far sì che la squadra giochi sfruttando le caratteristiche di En-Nesyri, il marocchino potrà sicuramente essere un valore aggiunto per la Juve.
I bianconeri non possono permettersi un altro errore sul mercato e devono essere certi della scelta, soprattutto in questa sessione.
43 gol e sei assist in 82 partite di campionato dal 23/24 rappresentano un bottino migliore rispetto a Mateta, a cui si aggiungono altri 14 gol tra coppe nazionali ed europee e un assist in più.
La sua precisione nei passaggi in questa stagione di Super Lig — 76,3% su oltre 100 passaggi — è leggermente superiore a quella dell’attaccante francese.
Le variabili, a questo punto, riguardano il costo dell’operazione — un prestito potrebbe essere la soluzione ideale per la Juve, mentre il Palace non sembra disposto a cedere Mateta con questa formula nonostante la sua volontà di trasferirsi a Torino — e la reale determinazione del giocatore a cambiare squadra.
Considerando che ha un contratto fino al 2029, finora non ha mai manifestato il desiderio di lasciare la Turchia.
In definitiva, entrambi i giocatori si adatterebbero a diverse soluzioni tattiche di Spalletti, ma se la Juve vorrà davvero sfruttare al massimo chi arriverà dei due, utilizzarlo come unico riferimento offensivo potrebbe essere la formula più efficace nel breve e lungo periodo.

