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Il Napoli e Massimiliano Allegri sono arrivati a un punto delicatissimo della stagione. Serve una reazione immediata, soprattutto per evitare di compromettere i propri obiettivi quando il calendario non ha ancora raggiunto Natale.
Gli azzurri si presentano alla sfida di Champions League contro il Bodø/Glimt con una pressione crescente e con la necessità di ritrovare orgoglio, convinzione e risultati.

Al Maradona servirà una prova di carattere contro una squadra che non deve essere assolutamente sottovalutata. Il Bodø/Glimt, quando gioca al Circolo polare artico, è un avversario capace di esaltarsi nel proprio ambiente, ma anche lontano da casa ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà club più blasonati.
L’Inter, che nella scorsa primavera ha conosciuto da vicino la forza dei norvegesi, rappresenta un monito sufficiente per non affrontare l’impegno con superficialità.
Momento complicato
La partita è fondamentale innanzitutto per il cammino europeo. Le prime due sfide contro Arsenal e Villarreal non hanno portato i risultati sperati e il Napoli ha bisogno di iniziare a muovere la classifica per avvicinarsi almeno alla ventiquattresima posizione, l’ultima utile per accedere ai playoff. Perdere altro terreno significherebbe rendere ancora più complicata la rincorsa nella competizione.

La posta in palio, tuttavia, va ben oltre la Champions League. Una vittoria potrebbe restituire fiducia a un gruppo che in campionato sta attraversando un momento estremamente complicato.
La sconfitta contro il Venezia ha lasciato ferite profonde: i lagunari non avevano ancora conquistato nemmeno un punto in Serie A e sono riusciti a imporsi sugli azzurri in una partita nella quale è sembrato andare tutto storto, compreso il rigore fallito da Kevin De Bruyne.
5 ko in 9 gare
I numeri raccontano le difficoltà meglio di qualsiasi analisi. Tre sconfitte nelle prime sette giornate di campionato sono già un bilancio pesante; considerando anche gli impegni europei, il Napoli ha perso cinque delle prime nove partite ufficiali della stagione. Più della metà degli incontri disputati si è quindi conclusa con una sconfitta: un dato che inevitabilmente mette sotto pressione l’allenatore e alimenta i dubbi sulla gestione complessiva della squadra.
Anche la scelta di puntare su Allegri è finita sotto esame. Le perplessità emerse nelle prime settimane non sono state spazzate via dai risultati e oggi coinvolgono anche le scelte di mercato, sulle quali la responsabilità non può ricadere soltanto sul tecnico. Anche Aurelio De Laurentiis sarà chiamato a interrogarsi sulla costruzione della rosa e sulla direzione da dare al progetto.

Il calendario, nel frattempo, offre al Napoli un'occasione decisiva. Dopo la sfida europea contro il Bodø/Glimt, sabato prossimo gli azzurri ospiteranno la Roma, ancora una volta al Maradona. Due partite casalinghe che possono rappresentare una svolta oppure trasformarsi in un requiem.
Per Allegri sono, di fatto, due finali. Il Napoli ha la possibilità di giocarsi il proprio futuro davanti al pubblico di casa, ma dovrà dimostrare di avere ancora le risorse tecniche e mentali per invertire la rotta. Se anche questi 180 minuti dovessero dare risposte negative, la posizione dell'allenatore potrebbe diventare difficilmente sostenibile e l'esonero una possibilità concreta.
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