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Le rivelazioni di un arbitro di Serie A a "Le Iene": "Gravi anomalie nel sistema arbitrale"

Un arbitro di Serie A
Un arbitro di Serie AProfimedia

Il noto programma tv ha intervistato un 'fischietto', in anonimato, che ha denunciato tutti i mali della situazione odierna, senza risparmiare dubbi e dietrologie.

Nonostante l'introduzione del VAR non si placano le polemiche riguardanti gli errori arbitrali in Serie A.

Dopo gli ultimi episodi che hanno coinvolto le squadre più blasonate, il noto programma tv "Le Iene" ha raccolto la testimonianza di un arbitro attualmente in attività che ha voluto denunciare alcune - a suo dire - gravi anomalie del sistema di cui egli stesso fa parte.

Nello stesso servizio, sono presenti anche un’intervista al designatore degli arbitri Gianluca Rocchi e alcuni commenti critici sull’operato degli arbitri da parte di giornalisti sportivi molto noti, Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni.

Secondo le sue parole, il fischietto (ovviamente in forma anonima per evitare ripercussioni) ha confessato di aver deciso di parlare per amore del gioco e per lo spirito di lealtà sportiva che lo contraddistingue, ma soprattutto per l'aggravarsi di una situazione che rischia di condizionare anche le carriere di alcuni colleghi e forse anche di lui stesso.

Nell'intervista realizzata da Filippo Roma si parla di errori non sempre corretti dagli arbitri del VAR e di immagini  mostrate al pubblico che spesso non rispecchiano quelle corrette per chiarire pubblicamente gli episodi.

Sempre secondo l'arbitro, almeno cinque tra arbitri e assistenti avrebbero pensato di ricorrere alle vie legali contro l’Associazione Italiana Arbitri e la Commissione Arbitri Nazionali.

Gli estratti dell'intervista

Tra i passaggi più significativi della chiacchierata tra l’arbitro e l’inviato de "Le Iene" c'è subito una chiara ammissione del primo: "Quest’anno ci sono stati tantissimi errori degli arbitri in campo e al Var che sono davvero inspiegabili, soprattutto per noi che siamo degli addetti ai lavori. Se hai delle immagini chiare davanti agli occhi e hai la possibilità di rivedere l’episodio con tante telecamere a disposizione come fai a non accorgerti dell’errore commesso dall’arbitro in campo? Per esempio, è il caso del rigore negato al Bologna in Juventus-Bologna, o del fallo di mano di Pulisic prima del suo gol in Genoa-Milan, o del recente fallo di Bastoni su Duda in Inter-Verona, poco prima che l’azione proseguisse e si arrivasse al tanto contestato gol dell’Inter. In tutti questi casi, inspiegabilmente, non ha sbagliato solo l’arbitro in campo, ma anche il Var che, nonostante immagini chiare, ha deciso di perseverare nell’errore commesso.” 

Faida tra fazioni

Poi si è parlato di una presunta faida interna tra fazioni di arbitri, che si è alimentata sempre più in vista delle elezioni che si terranno a breve. "Se le valutazioni dipendono da dinamiche, diciamo politiche, allora in questo modo c’è il rischio che si falsino i campionati - ha spiegato l'arbitro. Molti di noi hanno la forte sensazione che non sempre i voti, le valutazioni e le eventuali retrocessioni o dismissioni a fine anno dipendano esclusivamente dalle nostre prestazioni durante le partite".

Ulteriori dettagli emergono dalla frase seguente: "Non sempre quello che viene deciso in campo e l’intervento del Var durante le partite segue un criterio omogeneo. A volte il Var interviene per correggere una decisione, a volte non interviene, anche quando gli episodi sono molto molto simili, quasi identici, tra loro. Per esempio: il rigore non assegnato al Milan in Milan-Roma, in cui il Var non interviene e il rigore dato all’Inter in Inter-Lazio, lì invece l’intervento del Var c’è stato".

La sensazione è quella che "alcuni arbitri siano protetti e tutelati, sia nel voto che prendono a fine partita, sia nella spiegazione che dà la Can, la commissione arbitri nazionali, di alcuni episodi controversi. Ci sono arbitri più protetti e meno chiamati al Var. C’è chi sbaglia e continua ad arbitrare il turno dopo come niente fosse. C’è chi invece viene fermato, che è l’unica vera punizione che colpisce l’arbitro dal punto di vista economico, ma anche della carriera”.

Gli esempi del mancato intervento VAR

Il primo caso è quello di Salernitana-Bologna: "Valeri, il Var di Salernitana-Bologna ha commesso a mio parere diversi gravi errori, ma basta citarne uno su tutti. Al quarantunesimo del primo tempo c’è un intervento molto pericoloso del calciatore della Salernitana Dia che rifila un calcione con violenza al giocatore del Bologna Saelmaerkers. Questo è un chiaro fallo da espulsione, su cui l’arbitro in campo ha deciso diversamente".

Il secondo riguarda Juventus-Verona: "In queste immagini si vede che c'è una chiara manata di Gatti, difensore della Juventus, nei confronti di Djuric, attaccante del Verona. In questo caso si configura una condotta violenta che comporta l'espulsione del difendente. Qui il Var non è intervenuto, da protocollo sarebbe dovuto intervenire e far rivedere l'episodio all'arbitro e far chiaramente sanzionare il calciatore della Juventus Gatti con il provvedimento di espulsione.”.

Nel caso di Juventus-Verona, secondo l'arbitro, gli errori sono ancora più gravi considerando altri due episodi seguenti: un contatto Kean-Faraoni e un fallo di mano di Gatti.

Altri casi

Secondo le denunce dell'arbitro “Le regole sono certe, ma l’intervento del Var non segue delle logiche definite".

In Torino-Frosinone di Coppa Italia il VAR interviene ma sbagliando: "C’è un elemento oggettivo per revocare la decisione presa in campo del calcio di rigore? No, in quanto c’è un elemento oggettivo che dice esattamente il contrario, cioè un calcio da parte del difensore che prende solo l’attaccante, prende solo il collo del piede, il collo della gamba dell'attaccante, non prende mai il pallone, il pallone viene spostato in maniera chiara da parte dell'attaccante che poi cade a terra a seguito del colpo ricevuto dal difendente. In questo caso il Var non avrebbe mai dovuto effettuare l'intervento e doveva chiaramente astenersi, ma ha costretto l’arbitro ad andare al monitor, a rivedere le immagini e l’ha indotto a revocare la decisione presa correttamente in campo.”.

Il problema delle immagini

Prendendo come esempio un intervento accaduto in Juventus-Roma, l'arbitro racconta i suoi dubbi sulle immagini che vengono mostrate alla gente a casa per motivare alcune decisioni prese dal Var: "Molti di noi ancora oggi si chiedono quale fosse il frame corretto da utilizzare per determinare il fuorigioco e nessuno della commissione arbitri ce l’ha ancora spiegato".

Ma il caso peggiore è quello di Sassuolo-Lazio, in cui "le immagini che sono state mandate dal Var al pubblico erano chiaramente a sostegno della decisione presa dal Var".

I dubbi

Per quanto riguarda il modo in cui gli arbitri vengono giudicati in seguito ad errori commessi, l'intervistato confessa: "Il caso vuole che tutte le persone che si sentono penalizzate non vengano ritenute vicine allo schieramento che sostiene la prossima probabile candidatura di un certo gruppo del mondo arbitrale e che adesso occupa i ruoli di vertice. Il problema è che se ci sono arbitri che non sbagliano e vengono sanzionati e arbitri che sbagliano e sono protetti e vengono salvati questa cosa chiaramente non funziona”. 

Rocchi

Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi aveva preso le difese dei suoi uomini durante la conferenza stampa della scorsa settimana a Coverciano, mentre ai microfoni di Filippo Roma si è limitato a dire: "Stiamo cercando di spiegare e fare del nostro meglio".

Sulle dichiarazioni dell'arbitro Rocchi non ha tremato: "Problema suo. Se ha delle prove ce la fa vedere. Nessun problema. Io, vi ripeto, lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto. Possiamo avere più trasparenza Mah, più di così non so cosa dobbiamo fare, facciamo vedere tutto. Ammettiamo se sbagliamo, più di così, non sappiamo cosa fare.”


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