Lazio, Lotito attacca: "Sistema arbitrale non credibile e Raspadori non è Maradona"

Claudio Lotito
Claudio LotitoMARCO ROSI - SS LAZIO / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Il presidente biancoceleste torna sui torti subiti e spiega le strategie di mercato: “Arriverà chi serve, Raspadori ha rifiutato, ma non è Maradona, ha sempre giocato poco e vedremo se sarà meglio il nostro attaccante o lui".

"Io registro i danni che abbiamo subito. Non è solo un problema della Lazio, che è forse la più penalizzata, ma il sistema così come è concepito oggi non tiene più. Questo è un sistema basato sulla credibilità e non è più credibile. La Lazio ha perso almeno 8 o 9 punti, la mia battaglia non è solo per la Lazio ma per il sistema. L'unica cosa che ho a cuore è che il sistema funzioni in maniera trasparente, corretta e uguale per tutti".

Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è tornato a parlare dei torti arbitrali lamentati dal club, a margine della cerimonia per i 126 anni del club al Parco dei Daini di Villa Borghese. Lotito ha parlato anche delle trattative di mercato.

"Arriverà quello che decido che deve arrivare. Raspadori è stato contattato, ma ha rifiutato. Non è Maradona, ha sempre giocato poco e vedremo se sarà meglio il nostro attaccante o lui. Io non devo accontentare nessuno. La società è rappresentata dal proprietario, che elargisce le risorse, da un direttore sportivo e da un allenatore. Faremo quello che serve - prosegue il numero 1 laziale -. La squadra la allestisce la società, l'allenatore chiede i profili necessari. Nella Lazio c'è programmazione, le persone che vogliono restare rimangono, a quelle che vogliono andare via lo permettiamo. Stiamo cercando di fare in modo di investire sui giovani, Sarri è un fuoriclasse da questo punto di vista", conclude. 

L'anniversario

La Lazio, come dicevamo, festeggia 126 anni dalla sua fondazione. Un modo per rinforzare il legame con la propria storia in una cerimonia durante la quale il club ha svelato una targa commemorativa proprio per celebrare la ricorrenza. Un luogo storico per i colori biancocelesti che fu uno dei primi campi da calcio utilizzati dalla Lazio nei primi anni del Novecento.

Alla cerimonia ha preso parte, oltre al presidente e ai calciatori Mattia Zaccagni e Danilo Cataldi, anche il ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, che ha sottolineato "l'esigenza strategica di questa città di avere un campo dedicato alla Lazio. Il Flaminio è un luogo in cui da ragazzi abbiamo respirato momenti eccezionali legati alla nostra tradizione. Auspico che il sindaco e il presidente della Regione abbiano la possibilità di sviluppare il progetto il più velocemente possibile".

Tra coloro che hanno preso parte alla cerimonia anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha definito "un onore" il fatto di "poter accompagnare la società sportiva nel suo radicamento che è legato indissolubilmente alla storia del territorio e della città. Il Flaminio? La garanzia è che ci sarà un accompagnamento trasparente e rapido per dare una nuova casa ai tifosi della Lazio". conclude.

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