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Lazio, l'appello di Fabiani ai tifosi: "L'Olimpico vuoto è un macigno, prendiamoci una tregua"

Aggiornato
L'Olimpico vuoto
L'Olimpico vuotoPAOLO BRUNO / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Il direttore sportivo della società biancoceleste lancia un invito al dialogo con la tifoseria in vista delle prossime partite. Il calore del pubblico risulterebbe decisivo per la squadra.

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"Sarò ripetitivo, ma il fatto che l'Olimpico sia vuoto lo sento come un macigno, mi pesa molto. È una cosa da non dormirci la notte. Voglio lanciare un guanto d'amore e di buon senso: prendiamoci una tregua, poi ognuno rimane sulle proprie posizioni".

Così Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, ai canali ufficiali del club torna sulla protesta chiedendo una tregua ai tifosi biancocelesti.

"Significherebbe qualcosa di importante per i giocatori e per l'allenatore. Non lo dico perché esiste un problema di botteghino, non c'entra nulla l'aspetto economico. Ma mi piacerebbe vedere, già da sabato, lo stadio pieno accarezzando un clima festoso. Io desidererei, da questo campionato, il poter accarezzare una vittoria insieme. E penso che sarebbe il campionato più bello che io abbia mai vinto", conclude.

Gattuso, un gladiatore

"Con Gattuso c'è sempre stata nell'aria l'idea di approdare alla Lazio ed è nata all'indomani della separazione con Sarri, è bastata una stretta di mano - ha ammesso Fabiani - . Sta dimostrando di essere un allenatore di grandissime capacità, soprattutto morali. A lui piacciono le sfide, fa parte del suo carattere, è un gladiatore, da battaglia. Questa squadra sta divertendo, appassiona e ha idee chiare. I ragazzi stanno incarnando il suo spirito battagliero, stanno prendendo molto da lui. Lui incarna l'umiltà e il senso del sacrificio, è un uomo d'altri tempi".

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Poi, sul primato della squadra in campionato, ammette come "diciannove punti in classifica possono essere tanti, ma anche pochi. C'è stato un avvio di campionato importante, ma non significa nulla, la strada è molto lunga e di insidie ce ne saranno tantissime. Andare a Torino e vincere non capita tutti i giorni, ci godiamo questo bel momento, ma invito tutti alla moderazione. Conta ciò che faremo domani, non ciò che si è fatto ieri. Già sabato ci sarà una partita difficile, forse la più complicata tra tutte quelle che abbiamo affrontato", conclude il ds.

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