Non sarà Gabriel Omar Batistuta, né avrà la tecnica di Gonzalo Higuain. E neanche avrà nel piede destro i gol di Sergio Aguero o disporrà dell'abilità nel dominare l'area di rigore di Hernan Crespo. Eppure, Lautaro Martinez è un chiaro alfiere di questa Argentina che vuole il secondo Mondiale di seguito. Non è solo il gol decisivo contro l'Inghilterra a parlare per lui, ma un'intera carriera costruita sulla determinazione e sulla capacità di trasformare il sacrificio in arte.
Proprio questo spirito di sacrificio lo ha reso prezioso anche in Nazionale. In questo Mondiale 2026, Lautaro ha dovuto accettare un ruolo da jolly di lusso. Dopo aver iniziato titolare, Lionel Scaloni lo ha trasformato in subentrante, una scelta che si è rivelata vincente: due gol e un assist dagli ottavi in poi, con una media di una partecipazione decisiva ogni 23 minuti. "Non sono felice quando non gioco. Se non salgo in campo, mi arrabbio... È il mio spirito competitivo che viene fuori" . Ma ha saputo mettere da parte l'orgoglio per il bene del gruppo.
Dal sogno alla realtà
Il gol che ha deciso la semifinale contro l'Inghilterra è la sintesi perfetta del suo Mondiale. Entrato all'81esimo, ha trovato il colpo di testa vincente al 92esimo, sugli sviluppi di un assist di Lionel Messi . "L'ho sognato. Ho detto ad Alexis Mac Allister che avrei segnato. E l'ho detto anche a Facundo Medina in panchina", ha rivelato a caldo . E poi, dopo aver lasciato lo spogliatoio, ha aggiunto: "Ho pianto tantissimo nello spogliatoio; è incredibile. Abbiamo dimostrato ancora una volta che possiamo andare avanti e superare qualsiasi ostacolo" .

Oggi che, a quattro anni dalla consacrazione in Qatar, la sua Argentina torna a giocarsi il titolo mondiale, Lautaro si presenta come uno degli uomini più attesi. Il suo cammino, da Bahia Blanca alla finale del mondo, racconta di un calciatore che ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità. I gol si pesano, e i suoi pesano come macigni. Sono 40 in 84 partite con l'Albiceleste, che lo rendono il quarto marcatore di sempre della sua nazionale.
Gol da leader
Parliamo di uno che in Serie A, nonostante i problemi fisici, si è laureato capocannoniere con 17 reti, contribuendo in modo decisivo allo Scudetto numero 21 della sua Inter. Qualcosa che gli è servito per bissare quanto effettuato nella stagione 2023/24, quando i nerazzurri vinsero il 20esimo tricolore e sempre con lui come massimo goleador del campionato.
Il Toro, come lo chiamano, non è mai stato un gregario. È un leader che sa farsi umile, un goleador che si mette al servizio della squadra, un capitano che indossa la fascia dell'Inter e sogna di alzare la coppa più ambita del mondo. "Siamo di nuovo in una finale dopo tre anni e mezzo, da campioni in carica, è un risultato eccezionale" . E domenica, a New York, contro la Spagna, Lautaro avrà ancora una volta l'occasione di dimostrare di poter essere d'aiuto nello scenario più importante di tutti.
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Mondiali FIFA 2026
I Mondiali del 2026 si disputeranno dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Il torneo vedrà la partecipazione di 48 nazionali e sarà ospitato in 16 stadi moderni distribuiti nei tre Paesi organizzatori.
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