Sassuolo e Cremonese arrivavano al Mapei Stadium portandosi addosso lo stesso vestito: quello delle sorprese. Ventitré punti a testa, una classifica tranquilla e la sensazione, fino a poche settimane fa, di poter guardare con ambizione alla colonna sinistra.
Poi, però, qualcosa si è incrinato. I risultati hanno iniziato a pesare, la brillantezza si è affievolita e la sfida di Reggio Emilia si è trasformata in una tappa obbligata per riprendere slancio. L’obiettivo era chiaro per entrambe: fare punti e rimettersi in corsa.
Fadera indirizza la gara
Il primo tempo prende subito una direzione precisa e racconta l’impatto devastante delle corsie esterne neroverdi. Laurienté e Fadera, le ali scelte da Grosso per scardinare la difesa grigiorossa, impiegano appena tre minuti per lasciare il segno.
L’azione del vantaggio nasce dai piedi del francese: Laurienté riceve, guarda la porta e lascia partire un destro potente dalla distanza. Audero non trattiene, il pallone resta vivo e Fadera è il più rapido a crederci, spingendolo in rete. Un gol che pesa anche per il suo significato simbolico: l’esterno torna a segnare dopo un digiuno che durava da settembre 2025.
Il Sassuolo, forte del vantaggio ottenuto, sente l’odore del controllo della gara e insiste, soprattutto con soluzioni dalla lunga distanza. Laurienté continua a cercare la porta, Walukiewicz si inserisce e prova a sorprendere Audero su suggerimento di Koné.
Col passare dei minuti, però, la Cremonese smette di subire e trova il modo di rimettersi in partita. Dopo un avvio complicato, i grigiorossi alzano il baricentro e cominciano a occupare stabilmente la metà campo avversaria, costringendo Muric a un pomeriggio tutt’altro che tranquillo.
Vandeputte emerge come il più ispirato: prima ruba palla e serve Vardy per una conclusione immediata, poi prova a mettersi in proprio, trovando anche il gol dell'1-1, seppur a gioco fermo per un fallo di Bonazzoli su Muharemovic. Lo stesso Bonazzoli tenta la soluzione dalla distanza, senza fortuna, mentre Barbieri si prende un cartellino giallo pesante, che lo costringerà a saltare il prossimo impegno.
A complicare ulteriormente i piani della Cremonese c’è anche l’uscita forzata di Collocolo, costretto ad alzare bandiera bianca e sostituito da Zerbin.
Berardi torna in campo
Nella ripresa il primo vero highlight è il rientro di Domenico Berardi, il quale, al 59’, prende il posto di Fadera e torna finalmente a disposizione di Grosso dopo quasi due mesi ai box. Il suo ingresso scalda il pubblico e dà nuova linfa al Sassuolo, che continua a rendersi pericoloso soprattutto con Laurienté: da punizione, il francese costringe Audero a un autentico miracolo in tuffo per evitare il raddoppio.
Dall’altra parte, invece, la Cremonese continua a faticare nel trovare soluzioni. La difesa neroverde schermisce con ordine ogni iniziativa, rendendo gli attacchi grigiorossi timidi e prevedibili, mai davvero capaci di fare male. Così, con il passare dei minuti, i padroni di casa prendono definitivamente il sopravvento. Al 76’ sfiorano il 2-0 con Doig con un tiro di poco alto sopra lo specchio della porta, poi a tempo quasi scaduto il neoentrato Pierini colpisce la traversa dalla distanza.

È l’ultimo squillo di un pomeriggio iniziato a ritmi alti e chiuso in controllo. Il Sassuolo abbassa il ritmo, gestisce il vantaggio e accompagna la partita fino al fischio finale, ritrovando una vittoria che mancava dal 6 dicembre e mettendo fine a una serie di tre sconfitte consecutive. Tre punti pesanti, più per il morale che per la classifica, per tornare a credere che quella colonna sinistra non sia poi così lontana.
