I big match, come spesso accade, finiscono per svilippare polemiche che, quasi sempre, iniziano sotto traccia già prima del fischio d’inizio e, come buona tradizione insegna, continuano ben oltre i novanta minuti.
Inter-Napoli non ha fatto eccezione raggiungendo il climax con l’esplosione di Antonio Conte, dopo il calcio di rigore concesso ai nerazzurri sull’1-1. Una reazione veemente, sopra le righe, che prescinde dal merito della decisione arbitrale e che, con ogni probabilità, costerà all’allenatore pugliese più di una giornata di squalifica.

Al di là delle tensioni, però, è il campo a restituire il dato più rilevante: il pareggio finale (2-2) ha impedito al campionato di imboccare una direzione precisa, quella nerazzurra. Un’ipotesi rafforzata anche dal contemporaneo passo falso del Milan, fermato sull’1-1 al Franchi dalla Fiorentina, incapace di sfruttare l’occasione per riavvicinarsi alla vetta.
Occhio a Spalletti
In questo scenario di incertezza può inserirsi con forza la Juventus che Luciano Spalletti ha riportato in alto. I bianconeri scendono, stasera, in campo allo Stadium contro la Cremonese con la possibilità, in caso di successo, di agganciare Napoli e Roma a quota 39 punti.
Un risultato che, allo stesso tempo, li porterebbe a una sola lunghezza dal Milan e a quattro dall’Inter, quando il campionato ha appena superato il giro di boa. Segnale chiaro di come gli equilibri, senza una chiara dominatrice, restino fragili e pronti a mutare nel giro di poche giornate.

È una Serie A che, in definitiva, continua a seguire la scia delle ultime stagioni: combattuta, emotiva, imprevedibile. Sinora, infatti, quando alcune gerarchie sembravano cominciare delinearsi, è bastato un episodio, una decisione contestata o un risultato inatteso a rimettere tutto in discussione. Ed è anche e soprattutto per questo che, tra polemici incroci di classifica, il campionato resta apertissimo.
