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La favola del Frosinone, una cooperativa del gol a campo aperto e che dà spettacolo

Giacomo Calò e compagni festeggiano un gol al Torino
Giacomo Calò e compagni festeggiano un gol al TorinoDOMENICO CIPPITELLI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Al sesto posto e con il terzo attacco del campionato, la squadra di Alvini è la sorpresa dell'inizio di stagione in Serie A. E l'infortunio del bomber Raimondo, che starà fermo oltre un mese, sarà già un test probante per loro

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L'autostrada che connette le città di Roma e Napoli, tra le più visitate e famose d'Italia, ha come snodo quella Frosinone sconosciuta a quasi tutti gli stranieri. Realtà provinciale e di passaggio, oggi è uno dei nomi più in voga del calcio italiano per via delle performance della sua squadra di calcio. Una vera e propria intrusa ai piani alti di un campionato la cui classifica, per ora, vede il club laziale al sesto posto e con tre punti in più rispetto a Juventus e Napoli, due candidate a un posto Champions.

Dopo il 2-0 contro il Torino nell'ultimo turno di campionato, la squadra allenata da Massimiliano Alvini ha battuto un'altra volta il pugno sul tavolo. Prima di questo trionfo erano arrivati quello per 5-1 sul Lecce, il rocambolesco 4-4 in casa dell'Atalanta e il 4-2 sul Sassuolo. Tutti risultati che hanno indicato la forza offensiva dei Leoni, oggi terzo attacco del torneo con 24 reti, le stesse della capolista Lazio. Andiamo a vedere come si è verificata quella che finora è la sorpresa del momento in Italia.

La classifica
La classificaFlashscore

Campo aperto e verticalità

Il Frosinone ha un possesso palla medio tra i più bassi del torneo (42,6%), ma controlla il ritmo attraverso la fase di non possesso. Alvini predilige una pressione verticale immediata: recuperare la palla in avanti per coprire nel minor tempo possibile i metri che separano la squadra dalla porta avversaria. Il tutto partendo da una disposizione a campo aperto per favorire i duelli individuali improntata su un 4-2-3-1 molto elastico e aggressivo. In mezzo al campo il lavoro di Giacomo Calò, regista capace di segnare una rete in ognuna delle ultime quattro uscite, viene impreziosito dal movimento costante dei suoi compagni di squadra.

L'indole della squadra gialloblù è senza dubbio inedita per una realtà che lotta per non retrocedere. Ma sta portando non solo in dote una classifica importante - che lascia già sperare in una salvezza anticipata - ma anche un certo spettacolo. Soprattutto dal punto di vista offensivo. Appena riconquistata palla, il primo pensiero è la traccia verticale per la punta o per le accelerate esterne di Giorgi Kvernadze e Farès Ghedjemis, i due esterni offensivi che vengono coadiuvati dal trequartista Romano Schmid.

Le ultime partite del Frosinone
Le ultime partite del FrosinoneFlashscore

Cooperativa del gol a basso costo

La forza del Frosinone è senza dubbio il collettivo, anche se chiaramente oggi è Antonio Raimondo il fiore all'occhiello. Il classe 2004 è infatti il secondo cannoniere del torneo con 8 reti (segnate in 10 partite). Ciò significa che fino a questo momento 1/3 delle realizzazioni dei Leoni porta la sua firma. L'infortunio alla caviglia che lo terrà fermo per oltre un mese ha scombussolato i piani di Alvini, ma non cambierà il modo di giocare dei suoi. Al suo posto giocherà infatti il 26enne rumeno Daniel Birligea, che ha siglato 2 reti in 5 incontri.

La maniera di giocare resterà la stessa già dalla prossima partita contro il Cagliari. Del resto, il Frosinone spicca come l'undici con più giocatori ad aver preso parte ad almeno 5 gol in questa stagione nei top 5 campionati europei. Si tratta, dunque, non solo di un gruppo che fa spettacolo ma anche di un'eccellente cooperativa del gol. E, per giunta, a basso costo. Ghedjemis, Schmid, Kvernadze e Raimondo costano alle casse del club meno di 2,4 milioni di euro lordi complessivi per gli stipendi che percepiscono.

Piazza libera da obblighi particolari, quella gialloblù sta vivendo il suo momento più bello, rimanendo per giunta in scia alle squadre della Capitale che tanti tifosi le hanno tolto fino all'attualità. Prevedere il futuro è impossibile, ma quanto stiamo assistendo nel presente è senza dubbio ipnotico. Allo stadio Benito Stirpe i tifosi stanno vivendo una favola. Duri molto o poco, si tratta inequivocabilmente di una realtà scintillante. Fatta di un calcio armonioso e rischioso, in totale contrapposizione con gli stereotipi italiani. E, proprio per questo, più meritevole.

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