La cura Palladino continua: l'Atalanta domina al Dall'Ara e stende il Bologna, Krstović decisivo

L'esultanza di Krstović
L'esultanza di KrstovićAlessandro Sabattini / GETTY IMAGES EUROPE / Getty Images via AFP

La Dea detta legge al Dall’Ara e supera il Bologna con un netto 2-0, trascinata dalla doppietta di un montenegrino in stato di grazia, tornato al gol dopo oltre tre mesi. Un successo che proietta i bergamaschi al settimo posto in classifica, davanti proprio ai rossoblù, e rilancia la corsa alla zona europea

La cura Palladino continua a produrre effetti evidenti. Anche a Bologna l’Atalanta conferma di essere una squadra rinata, ormai pienamente inserita nella corsa all’Europa. Al Dall’Ara, ghiacciato non solo dalle temperature ma anche dall’inerzia negativa dei padroni di casa, la Dea impone la propria legge e si prende tre punti pesantissimi.

A decidere il match sono due ruggiti di Nikola Krstović, tornato al gol dopo oltre tre mesi di digiuno e protagonista assoluto in assenza di Scamacca, rimasto ai box. La doppietta del montenegrino indirizza e chiude una partita dominata dalla formazione bergamasca, che con il 2-0 in Emilia-Romagna sale al settimo posto in classifica, scavalca proprio il Bologna e guarda con interesse alla zona europea.

Per i rossoblù, invece, un’altra serata opaca che certifica una fase di calo sempre più evidente.

Dea padrona al Dall’Ara

Al Dall’Ara il copione del primo tempo è chiaro e scritto con inchiostro nerazzurro: l’Atalanta prende campo, ritmo e fiducia, il Bologna resta a inseguire. Entrambe partono forte, ma è subito la Dea a imporre la propria legge con un pressing alto e organizzato che soffoca sul nascere ogni tentativo di uscita dal basso dei rossoblù. Ederson dà il primo segnale con una conclusione estrosa, una rabona che sfiora il palo dopo una splendida imbucata di Zalewski. È il preludio a un primo tempo a senso unico.

L’Atalanta palleggia con sicurezza, alza il baricentro e costringe il Bologna a difendersi basso. Zappacosta spinge senza sosta a destra, Bernasconi accompagna con puntualità dall’altro lato, mentre De Ketelaere si muove tra le linee con una libertà che manda in crisi le letture della retroguardia di Italiano. Il Bologna prova a resistere e a colpire di rimessa, affidandosi alle accelerazioni di Cambiaghi e Orsolini: l’occasione migliore capita a Dallinga, servito bene proprio da Cambiaghi, ma la mira dell’attaccante tradisce i rossoblù.

Col passare dei minuti, però, il controllo nerazzurro diventa totale. Ahanor va vicino al gol di testa, mentre ogni seconda palla finisce nei piedi degli uomini di Palladino. Italiano si sbraccia dalla panchina, chiede più sacrificio e più ordine in costruzione. La mossa è tattica: Fabbian arretra sulla linea dei difensori per provare a eludere il pressing e dare respiro alla manovra. Serve a poco.

Il gol arriva al 38’ ed è la naturale conseguenza di quanto visto in campo. De Ketelaere accelera, trova il corridoio giusto e serve Krstović con tempi perfetti. Il montenegrino si coordina e con un destro di prima in arretramento batte Ravaglia, tornando al gol dopo 108 giorni e ammutolendo il Dall’Ara. 

La sequenza del gol del montenegrino
La sequenza del gol del montenegrinoOpta by Statsperform / Alessandro Sabattini / GETTY IMAGES EUROPE / Getty Images via AFP

È la firma su un primo tempo dominato: l’Atalanta è lucida, intensa e padrona del campo anche senza Scamacca, sostituito con autorevolezza dall’ex Lecce.

Crollo rossoblù

La ripresa si apre con un Bologna rinnovato negli interpreti e nell’atteggiamento. Italiano prova a cambiare l’inerzia inserendo Rowe per Orsolini (non al meglio della condizione e insufficiente nei primi 45') e chiedendo maggiore velocità nel giro palla. Nei primi minuti i rossoblù danno l’impressione di poter alzare il baricentro, palleggiano con più continuità e cercano di prendere coraggio, ma è un’illusione che dura poco.

L’Atalanta resta compatta, attende il momento giusto e colpisce appena se ne presenta l’occasione. Al 54’ Bernasconi guida un contropiede pulito e serve Krstović, murato all’ultimo dalla difesa bolognese: è il primo avvertimento. Dallinga continua a faticare, perde l’ennesimo duello e dalla panchina Italiano decide di cambiare volto all’attacco. Immobile si scalda, poi entra al posto dell’olandese al 60’, ma la mossa arriva qualche secondo prima del colpo che indirizza definitivamente la partita.

All'ora di gioco è ancora Krstović a salire in cattedra. Servito da un recupero di De Roon, l’attaccante nerazzurro difende palla con forza sulla trequarti, vince il corpo a corpo con Heggem e davanti a Ravaglia è glaciale: sinistro secco, raddoppio Atalanta. Una giocata da centravanti vero, che certifica una serata di grazia e spegne l’entusiasmo del tifo rossoblù.

La squadra di Italiano accusa il colpo, mentre l’Atalanta gioca sul velluto. De Ketelaere continua a ispirare e al 62’ va vicino al tris con una conclusione a giro che costringe Ravaglia a un intervento di grande qualità.

La ripresa, iniziata con buone intenzioni dal Bologna, si trasforma così nella fotografia di due momenti opposti: da una parte le difficoltà evidenti dei felsinei, dall’altra la forza di una Dea cinica, solida e spietata quando c’è da colpire. Con un Krstović semplicemente immarcabile e un Carnesecchi decisivo nel finale, capace di blindare il 2-0 con due interventi determinanti su Rowe e Moro, l’Atalanta porta a casa tre punti esterni pesantissimi per Palladino e la sua corsa europea.