Doveva essere una risposta immediata, quasi istintiva, e così è stata. Dopo la ferita ancora aperta della Champions League contro l’Athletic Club, l’Atalanta è tornata alla New Balance Arena con la necessità di ritrovarsi e ritrovare la vittoria.
Dall’altra parte un Parma leggero nella testa e solido nei risultati, reduce da una vittoria sul Lecce e due pareggi contro Napoli e Genoa, abbastanza audace da pensare di poter fare un altro scherzo a una big e continuare a costruire il proprio cammino verso la salvezza.
Il bomber e il capitano per rilanciare la Dea
E infatti l’inizio sembra dare ragione agli emiliani. È il Parma, sorprendentemente, a prendersi la scena nei primi minuti. Con un 4-5-1 elastico e senza forzare gli acciaccati Pellegrino, Valeri e Ondrejka, i gialloblù partono senza timori, palleggiando e provando a disturbare l’uscita dell’Atalanta. Il primo squillo è proprio loro, e non è banale. Bernabé disegna una punizione tesa, Benedyczak spizza di testa e costringe Carnesecchi a un intervento immediato e tutt’altro che scontato. È il segnale che la partita potrebbe prendere una piega diversa. Ma è anche un’illusione destinata a spegnersi in fretta.
Perché l’Atalanta ha fame di riscatto e lo mostra subito dopo il brivido. Al 13’ Britschgi arriva in ritardo su Zalewski: il contatto è netto, il rigore inevitabile. Scamacca si prende il pallone e lo posiziona sul dischetto. Rincorsa breve, destro angolato e Corvi spiazzato per l’1-0.
Da lì in avanti la partita cambia volto. L’Atalanta si scioglie, il Parma si contrae. I nerazzurri alzano il ritmo, trovano spazi tra le linee e iniziano ad arrivare in area con continuità. Ederson sfiora il bis con un sinistro largo di poco a tu per tu con Corvi, Scamacca flirta con il raddoppio su un’invenzione di De Ketelaere, fermato soltanto da una deviazione disperata a un passo dalla linea.
Il 2-0, al 24’, è la sintesi perfetta del momento. CDK affonda sulla sinistra con leggerezza, poi scarica all’indietro con tempi e misura impeccabili. De Roon arriva puntuale, lucido, e chiude l’azione con un destro a giro imprendibile. È il suo primo gol in campionato, ma soprattutto è la rete che indirizza il primo tempo e, di fatto, la partita.

Reazione gialloblù
I quattro cambi all’intervallo di Cuesta sono però un messaggio chiaro: il Parma non ha intenzione di arrendersi. La partita, nelle intenzioni, va riaperta subito. L’Atalanta accetta la sfida, ma per la prima volta nel pomeriggio è costretta ad abbassare il baricentro e l’attenzione di qualche metro.
I gialloblù alzano il ritmo, attaccano con più uomini e provano a sfruttare ogni pallone sporco. Pellegrino diventa il volto di questo Parma più diretto e più fisico: prima viene anticipato al limite, poi inizia a prendere campo, a occupare l’area, a dare profondità. L’Atalanta, che fino a quel momento aveva controllato senza affanni, comincia a sentire il peso della pressione.
Al 60’ allora Palladino muove la panchina: dentro Krstovic per Scamacca e Bernasconi per Zalewski, nel tentativo di rinfrescare energie e tenere alta la pericolosità offensiva. Ma è il Parma ad andare più vicino al gol. Oristanio prova la girata mancina che si perde alta, poi Pellegrino svetta di testa e trova un salvataggio provvidenziale di Scalvini, che si immola e devia in corner. Sul proseguimento dell’azione, ancora Pellegrino calcia a botta sicura, ma Carnesecchi risponde d’istinto con il piede, tenendo in piedi l’Atalanta.
La firma di Jack
Poi, proprio nel momento migliore degli ospiti, arriva la doccia fredda e l’episodio che chiude definitivamente i conti.
Rilancio lungo di Carnesecchi, spizzata di Pasalic per Krstovic che lotta, protegge palla e si porta in area, poi l’assist è un cioccolatino solo da scartare. Raspadori ringrazia e deposita in rete il 3-0, il suo primo gol in nerazzurro al ritorno in Serie A.
È la firma su una vittoria matura, che nel recupero viene ulteriormente impreziosita dal sigillo personale di Krstovic. Un successo pieno, rotondo, che restituisce certezze all’Atalanta e tiene viva, con forza, la corsa all’Europa.
