Juve, rimonta di carattere a Torino: bianconeri sotto 2-0, poi McKennie e Kalulu strappano il pari

Aggiornato
Il gol di Kalulu
Il gol di KaluluREUTERS/Ciro De Luca

La Lazio va in vantaggio con Pedro e Isaksen e mette in crisi la Juventus, mostrando concretezza e freddezza in ripartenza. La Vecchia Signora reagisce con orgoglio, spinge a testa bassa e, quando tutto sembrava perduto, trova il guizzo finale di Kalulu che firma il 2-2

Partita dai mille volti a Torino, dove la Lazio (paradossalmente peggior attacco ma miglior difesa in trasferta del campionato) sorprende la Juventus nello Stadium e manda un segnale forte di ritrovata solidità dopo il rocambolesco 3-2 rifilato al Genoa nell’ultimo turno.

Un successo, quello ottenuto all'Olimpico, capace di restituire fiducia e brillantezza a una squadra che si presenta a Torino compatta, feroce nelle ripartenze e terribilmente concreta.

La Juve va sotto di due gol, prova a rimettere tutto in piedi con un forcing disperato dall’ora di gioco in poi e, quando tutto pare deciso, trova la zampata che cambia il destino della gara. Nel finale è Kalulu, con un guizzo in extremis, a firmare il 2-2 che evita il ko ai bianconeri.

Pedro gela lo Stadium

La Vecchia Signora parte con piglio deciso, governa il gioco, impone ritmo e presenza, dando la sensazione di avere pieno controllo di una gara che, minuto dopo minuto, pareva scivolare docilmente nelle sue mani. Eppure, quando l’intervallo è ormai a un passo, arriva la beffa: una ferita improvvisa, profonda, che cambia il volto della partita.

I bianconeri tengono il pallone, alzano il baricentro, pressano con continuità una Lazio costretta a difendersi bassa e ad affidarsi più alle ripartenze che alla costruzione. La squadra di casa si muove, crea e insiste. Manca solo il gol, quello sì, ma l’impressione è che sia solo questione di tempo. Un’illusione che si spezza brutalmente al 45’+2’.

L’episodio che ribalta l’equilibrio nasce da un errore inatteso: Locatelli perde una palla sanguinosa a centrocampo, Maldini legge l’azione con lucidità e serve immediatamente Pedro. Lo spagnolo non si fa pregare, arma il sinistro e calcia con precisione chirurgica. La deviazione di Bremer finisce per ingannare Di Gregorio, che non può far altro che raccogliere il pallone in fondo alla rete. La Lazio passa avanti nel momento meno atteso, gelando lo Stadium e punendo una Juventus fino a lì impeccabile per intensità e proposta.

La sequenza del gol di Pedro
La sequenza del gol di PedroOpta by Statsperform / REUTERS/Ciro De Luca

E dire che le occasioni non erano mancate. La più clamorosa porta la firma di Koopmeiners: destro potente da fuori area, traiettoria perfetta, stadio pronto ad esplodere. Ma l’esultanza dura lo spazio di un battito di ciglia. Il VAR interviene e cancella tutto per un fuorigioco attivo di Thuram, spegnendo l’entusiasmo e rimandando ancora l’appuntamento con il gol.

La Juventus continua comunque a spingere, trovando varchi e arrivando spesso negli ultimi sedici metri. David, ben appostato al centro dell’area, riceve un cross teso dalla destra ma calcia alto di testa da posizione favorevolissima, divorandosi una chance che sembrava fatta apposta per sbloccare il risultato. Poco prima dell’episodio decisivo, anche Bremer era andato a un passo dalla rete: colpo di testa imperioso su cross di Kalulu, Provedel si supera con un intervento prodigioso, tenendo a galla i suoi.

Pronti, via, Isaksen!

La ripresa si apre con uno scossone immediato, di quelli che rischiano di far crollare certezze e nervi. Bastano appena due minuti alla Lazio per colpire ancora: Cataldi alza la testa e disegna un lancio lungo perfetto, Isaksen scatta, resiste al ritorno di Cambiaso e, una volta entrato in area, lascia partire un destro violento che non dà scampo a Di Gregorio. È il 2-0 biancoceleste, un colpo durissimo per una Juve che rientra in campo già sotto e si ritrova improvvisamente a inseguire una montagna.

I bianconeri però non si disuniscono. Anzi, reagiscono con orgoglio, cercando subito di rimettere la partita sui binari giusti. Al 50’ Yildiz prova a prendersi la scena: rientra sul destro e disegna un tiro a giro elegante, destinato all’angolo. Provedel, ancora una volta, risponde presente, allungandosi quanto basta per deviare e spegnere sul nascere l’entusiasmo dello Stadium.

La Juventus è viva, spinge, alza il ritmo. Il match si accende definitivamente al 59’. Provedel compie l’ennesimo intervento decisivo respingendo una conclusione ben angolata di Zhegrova, ma sulla ribattuta non può nulla: Cambiaso rimette il pallone al centro con precisione e McKennie, puntuale come sempre, svetta di testa e riapre la partita. Lo Stadium torna a crederci, la Juve sente l’odore della rimonta.

Da lì in avanti è un assedio. Locatelli sfiora il pari con un destro che esce di un soffio. Sarri prova a spezzare il ritmo con i cambi, inserendo Noslin e Cancellieri per Pedro e Isaksen. La Lazio soffre ma non rinuncia a colpire: Noslin guida un contropiede fulminante, serve Taylor che calcia a lato di poco. Un attimo dopo, Tavares salva miracolosamente in anticipo su Bremer a un metro dalla porta.

Nel finale è un monologo bianconero. Yildiz inventa con il collo esterno, Provedel compie l’ennesimo prodigio della sua serata, poi McKennie trova il 2-2 ma è in netta posizione di fuorigioco. 

Kalulu in extremis

Quando tutto sembra ormai scritto, però, la Juventus trova l’ultimo, disperato assalto.

È l’azione che cambia il destino della gara: Boga, appena entrato, sfonda sulla sinistra con forza e lucidità, mette un cross teso e preciso al centro dell’area. Kalulu si avventa sul pallone, stacca più in alto di tutti e firma il 2-2. Un pareggio conquistato con le unghie e con i denti dai bianconeri, che evitano il ko allo scadere e beffano una Lazio ormai a un passo dall’impresa.

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