Un fallimento di dimensioni enormi come quello di mancare l'accesso alla Champions può aprire due strade. C'è la possibilità di fare repulisti totale e ripartire totalmente da zero, come il Milan, oppure resettare e riprovarci con gli stessi uomini, ed è il caso della Juventus.
Alla Continassa, infatti, prende sempre più quota la possibilità di lasciare tutti al proprio posto, con la consapevolezza di non poter più sbagliare.
Spalletti non molla la poltrona
Spalletti aveva anticipato già prima del derby contro il Torino quali fossero le sue intenzioni: "Non mi è mai passato per la testa l'ipotesi di dimettermi" dichiarava quando la matematica teneva ancora vive le speranze di entrare tra le prime quattro.
Il sesto posto finale non ha cambiato non solo i piani dell'allenatore, ma nemmeno quelli di John Elkann: il numero uno di Exor ha piena fiducia nel tecnico di Certaldo, blindato con un contratto fino al 2028 lo scorso 10 aprile, e non intende rivoluzionare nuovamente l'assetto societario.

Nella lente d'ingrandimento era finito l'operato di Comolli, che da dg è diventato ad bianconero, ma che è stato protagonista di vari flop sul mercato.
I vertici del club non vogliono più ripetere i casi David e Openda, già dalla prossima estate servirà un cambio di rotta nella costruzione della nuova Juve.
Il prossimo mercato sarà diverso
"Voglio metterci bocca, abbiamo bisogno di giocatori di personalità - ha sottolineato Spalletti subito dopo aver chiuso il campionato con il pareggio contro il Toro - e di calciatori forti ce ne sono, bisogna andare a trovare quelli giusti".
Da una parte il tecnico ha voluto dimostrare apertamente tutta la sua volontà nel voler rilanciare la Juve, dall'altra ha avvisato la dirigenza sulla collaborazione che dovrà esserci durante il prossimo mercato.
A gennaio aveva chiesto un attaccante di peso che non è mai arrivato, l'imperativo è evitare che si ripetano episodi del genere.
Vlahovic resta?
Proprio dalla prima punta inizieranno le manovre per costruire la Juve 2026/2027, anche se il primo obiettivo è già in casa: il desiderio è quello di sedersi intorno a un tavolo con Vlahovic e discutere del rinnovo. Spalletti ne ha sempre parlato bene, Chiellini ha ribadito in più occasioni che sperava di non perderlo, ora i discorsi entreranno seriamente nel vivo.

Il classe 2000 non disputerà il Mondiale, perché la sua Serbia ha fallito la qualificazione, ma vuole comunque definire il suo futuro nel più breve tempo possibile.
Il fatto di non aver ancora approfondito le avances ricevute, da Bayern Monaco e Atletico Madrid su tutti, la dice lunga sulla speranza di Vlahovic: in cuor suo resterebbe volentieri in bianconero, ma bisogna trovare l'accordo.
