Non era la serata più semplice per il Sassuolo, arrivato a Torino con una settimana segnata più dall’emergenza sanitaria che dalla preparazione tattica: il caso di pertosse emerso nei giorni precedenti, cinque contagiati isolati e monitorati, una rosa ridotta ai minimi termini e assenze pesanti come quelle di Matić e Thorstvedt hanno inevitabilmente inciso sul peso specifico della trasferta torinese.
Di fronte, invece, una Juve che aveva tutto da guadagnare: la terza vittoria consecutiva da mettere in cassaforte, il sorpasso momentaneo al quarto posto e la possibilità di allungare a +2 sul Como.
L’obiettivo, però, resta incompiuto. Perché il Sassuolo soffre a lungo, difende con ordine, accetta di abbassarsi e di lasciare campo ai bianconeri, ma senza mai perdere lucidità nei momenti decisivi. Poi, quando la partita sembra ormai incanalata sul copione juventino, trova all’improvviso il colpo giusto per riaprirla, rovinando un’altra serata da protagonista di Kenan Yıldız e strappando un punto dal peso specifico altissimo in piena emergenza, anche grazie a un grave errore dal dischetto di Locatelli all'85'.
Cisco on fire
Pronti via e la Vecchia Signora imposta subito il proprio spartito, quasi a voler chiarire fin dal primo pallone quale sarebbe stato il tono della serata: al fischio iniziale la manovra passa immediatamente dai piedi del 10 turco, segnale simbolico di una squadra che cerca fin dall’avvio il talento del suo uomo più ispirato. Il Sassuolo, arrivato con uomini contati e inevitabilmente prudente, si ritrova presto costretto ad arretrare sotto l’urto bianconero.
L’approccio della squadra di Luciano Spalletti è netto e aggressivo. Dopo appena due minuti è Conceição - il più brillante della prima frazione per continuità e qualità delle iniziative - a produrre il primo squillo, forzando l’intervento della difesa neroverde con una progressione profonda sulla destra che obbliga gli ospiti a rifugiarsi in calcio d’angolo. Sugli sviluppi di quella pressione arriva immediatamente un secondo segnale della superiorità juventina. Al 3’ Locatelli prende il tempo in area e colpisce bene di testa, trovando però la risposta pronta di Muric, chiamato subito a un intervento delicato per evitare che il risultato si sblocchi quasi immediatamente.
La Juventus continua a occupare il campo con ordine e pazienza, alternando costruzione corta e verticalizzazioni improvvise senza perdere equilibrio. Il Sassuolo resta inizialmente raccolto, quasi schiacciato nella propria metà campo, poi prova timidamente ad affacciarsi intorno al 10’, quando Pinamonti e Berardi tentano di costruire il primo affondo. La retroguardia bianconera, però, legge bene l’azione e chiude senza concedere sviluppi puliti.
Il momento che cambia il volto del primo tempo arriva al 14’ ed è una giocata che sintetizza perfettamente lucidità e qualità tecnica. Perin legge in anticipo il movimento in avanti di Conceição e sceglie un rilancio lungo e preciso. Il portoghese attacca lo spazio con tempi impeccabili, alza la testa e aspetta il movimento di Yıldız, servendolo nel momento esatto: il numero dieci bianconero arriva con perfetta coordinazione e chiude l’azione con un destro secco di prima intenzione che non lascia scampo a Muric per l’1-0.

Con il passare dei minuti, dalla panchina Spalletti continua a chiedere intensità, pretendendo rapidità nella circolazione del pallone per non concedere riferimenti al Sassuolo e impedire qualsiasi calo di tensione. Il messaggio viene raccolto soprattutto sulla corsia destra, dove Conceição continua a essere il motore più continuo della manovra offensiva, capace di creare superiorità a ogni accelerazione.
Proprio da una sua iniziativa nasce, al 40’, un’altra occasione limpida: il portoghese sfonda ancora, rientra e serve dentro Kalulu, il quale cerca il palo lungo mancando la porta per pochi centimetri. È l’ultima immagine significativa di un primo tempo quasi interamente controllato dalla Juve, padrona del ritmo e delle occasioni, ma ancora incapace di tradurre il proprio dominio in un margine più largo.
La fiammata neroverde, i rientri di Milik e Vlahović e l'errore di Locatelli
Ed è proprio questo dettaglio a tenere aperta la partita. Perché dalla sensazione di un possibile 2-0 si passa, a inizio ripresa, al pareggio improvviso che cambia inerzia e temperatura emotiva del confronto. Basta una delle poche vere accelerazioni ospiti per riaprire tutto: Berardi riceve, dialoga nello stretto con Pinamonti e lo libera con precisione; l’attaccante anticipa Bremer sul tempo e batte Perin, firmando l’1-1 con freddezza.
Il gol interrompe il flusso positivo juventino e costringe Spalletti a intervenire subito. Dentro Koopmeiners e Miretti, fuori Thuram - non al meglio - e Cambiaso, nel tentativo di restituire brillantezza a una squadra improvvisamente meno fluida.
Dal 70’ in avanti la gara torna a piegarsi quasi interamente nella metà campo neroverde. La Juve riprende ad assediare come nel primo tempo, ma con una necessità diversa: non più controllare, bensì reagire. Al 73’ è l'ex Boga a sfiorare il nuovo vantaggio su cross del solito Conceição, trovando però ancora una volta un Muric straordinario, autore della parata che tiene il Sassuolo in equilibrio. Gli ospiti, da quel momento, scelgono quasi esclusivamente la resistenza: linee basse, densità centrale e ricerca sporadica della ripartenza affidata al nuovo entrato Laurienté, senza però riuscire mai a trasformare l’uscita in una vera minaccia.
La Vecchia Signora, invece, continua a spingere con tutti gli uomini offensivi a disposizione. Per aumentare peso specifico negli ultimi metri, Spalletti si gioca anche le carte Zhegrova, Vlahović e Milik, con i due centravanti accolti dall’applauso dello stadio al ritorno in campo dopo i rispettivi infortuni (il polacco dopo 655 giorni ai box).
Sono cambi che aumentano il volume offensivo ma non bastano a cambiare immediatamente il punteggio. O almeno, non nel modo più diretto. Perché proprio Vlahović, appena entrato, riesce subito a procurarsi l’episodio che può cambiare la serata: sul suo colpo di testa il pallone colpisce il braccio di Idzes e l’arbitro indica il dischetto.
Sul pallone si presenta capitan Locatelli, ma il suo tentativo è poco angolato e privo della necessaria forza: Muric intuisce e blocca la sfera con facilità, completando una prestazione personale di altissimo livello e negando alla Juventus il possibile 2-1.
È l’episodio che fotografa il finale: i bianconeri spingono, insistono, occupano stabilmente l’area avversaria, ma non trovano il guizzo per spezzare definitivamente l’equilibrio. Il Sassuolo resiste fino all’ultimo e porta via un punto costruito molto più con sacrificio e disciplina che con produzione offensiva, mentre ai padroni di casa resta la sensazione di aver lasciato aperta troppo a lungo una partita che nel primo tempo sembrava già indirizzata.
