Il finale di stagione entra nella fase decisiva e in casa Inter si respira un mix di fiducia e attenzione. A fare il punto è il presidente Beppe Marotta, intervenuto a margine dell’assemblea di Lega Serie A, tra bilanci e prospettive.
“Siamo in un momento particolare della stagione, nel corso del quale siamo primi meritatamente, con sei punti in classifica. È un risultato che forse non potevano nemmeno prevedere, e siamo semifinalisti di Coppa Italia: direi che abbiamo centrato due obiettivi su tre. In Champions potevamo fare meglio, ma esistono anche gli avversari, imprevedibili e sottovalutati. Mancano otto giornate alla fine del campionato, abbiamo due partite di vantaggio. Siamo in una situazione di difficoltà e di involuzione, forse dovuta a infortuni o a stanchezza, ma questa è una caratteristica che trova riscontro anche nei nostri avversari. Sono qui non per cercare alibi, ma per ribadire che ce la giocheremo fino in fondo”.

Nonostante il vantaggio in classifica, il momento non è dei più semplici e la squadra è chiamata a reagire: “Semplicemente confrontarci e fare quello che è sempre stato fatto. L’allenatore, che è leader del gruppo, riesce a fotografare e analizzare la situazione. Non siamo davanti a uno psicodramma, assolutamente: siamo davanti a una situazione difficile, come lo sport fa vedere. Ma era impensabile, a otto giornate dalla fine, essere a sei punti di vantaggio: è sempre più facile fare il cacciatore che la lepre, perché le forze degli avversari si moltiplicano. Dovremo essere bravi noi ad affrontare questo momento di transizione, so che la squadra è forte e dobbiamo ritrovare la strada che momentaneamente abbiamo perso”.
Nel corso dell’intervento non sono mancati riferimenti anche alle polemiche arbitrali degli ultimi giorni (leggi Pongracic): “Per quanto riguarda l’incontro con Rocchi, la Lega ha comunicato per tempo che la riunione era stata sospesa: non so bene i motivi, ma sono validi. Sul resto, siamo davanti a una pletora di esperti, stamattina ho letto tanti opinionisti e varisti aggiunti che hanno acclarato che era calcio di rigore. Mi limito a questa valutazione, potete fare anche le vostre. Non facciamo le vittime, dico solo che ci deve essere uniformità di valutazione: il protocollo deve essere applicato in modo omogeneo e l’arbitro deve essere centrale, certi episodi vengono valutati in modo troppo soggettivo, non usando elementi oggettivi. Auspico veramente che dalla prossima stagione si arrivi a un protocollo omogeneo e anche a un tipo di arbitraggio, perché ci sono arbitraggi che portano a più ammonizioni e altri a meno. Sono valutazioni da analizzare per il bene del calcio, non mi ci addentro”.

Il dirigente nerazzurro ha poi voluto allontanare ogni tipo di alibi legato agli episodi: “Io credo che nel corso del campionato ci sono sempre lamentele da parte di tutte le società, non sono qui per lamentarmi o dare valutazioni. Le fate voi e io mi adeguo. Però a fine anno secondo me grosso modo favori e torti si equivalgono: non voglio nascondermi dietro queste cose, non deve diventare un alibi, soprattutto per la squadra. Io voglio che i nostri tifosi continuino a esserci vicini, e che i giocatori debbano affrontare le difficoltà, sapendo che dietro l’angolo ci può essere un errore arbitrale. Dobbiamo essere più forti di questi errori”.
“Paura nella testa dei giocatori? Mi auguro e penso di no. Io credo che l’aspetto mentale, nell’atleta di oggi, sia più importante rispetto al passato. La pressione esiste, l’allenatore e il giocatore moderno devono essere in grado di gestire questo passaggio e queste difficoltà, fanno tutte parte del lavoro e del mondo del calcio”.
