È sicuramente ancora troppo presto per parlare di sfida scudetto, tuttavia Inter-Napoli è già uno snodo importantissimo della stagione. Non tanto decisivo nei numeri, quanto nelle sensazioni. A San Siro si affrontano le due squadre che, più di tutte, hanno mandato segnali da scudetto in questa prima parte di campionato, anche se lo fanno in momenti emotivi opposti.
L’Inter ci arriva lanciata: sei vittorie consecutive, una condizione fisica evidente e la sensazione di una squadra che ha trovato continuità proprio nel momento in cui il calendario le ha permesso di concentrarsi su un solo impegno alla settimana. La vittoria di Parma è stata la sesta di fila e ha certificato una mini-fuga che nasce non tanto da un’accelerazione improvvisa, quanto dalla capacità di sfruttare al massimo una finestra favorevole della stagione.

La squadra di Antonio Conte, invece, arriva con qualche interrogativo in più. La sconfitta di Udine e il pareggio interno contro il Verona hanno interrotto una striscia positiva che aveva restituito certezze dopo il ko di Bologna. Il tutto mitigato dalla Supercoppa vinta in modo netto, così come in modo netto, il Napoli ha battuto l'Inter lo scorso 25 ottobre al Maradona. Non saranno di certo due passi falsi a ridimensionare un percorso, ma potrebbero essere sufficienti a riaprire qualche crepa, soprattutto sul piano della solidità mentale, in una squadra che aveva appena ritrovato equilibrio e convinzione.
Non solo numeri
Il contesto rende tutto più interessante. Inter e Napoli hanno giocato entrambe 18 partite: il big match rappresenta così il giro di boa, con altre 19 giornate ancora da disputare. Anche in caso di vittoria nerazzurra, il divario salirebbe a sette punti, un margine importante ma tutt’altro che definitivo nell’era dei tre punti e con metà campionato ancora da vivere.
Un paio di passi falsi della squadra di Cristian Chivu, sfruttati dal Napoli, basterebbero infatti a rimettere tutto in discussione. Per questo, sul piano aritmetico, parlare di sfida decisiva sarebbe fuori luogo.

Ma il calcio non vive solo di calcoli. Conta il momento, conta la testa, conta la percezione che una squadra ha di se stessa e delle rivali. Da questo punto di vista, una vittoria netta dell’Inter o l'ennesimo flop dei nerazzurri in un big match potrebbero spostare in un senso o nell'altro gli equilibri psicologici. Non si assegnerebbe lo scudetto, ma cambierebbe il modo di affrontare le prossime settimane.
Fattore coppe
Avere un cuscino di vantaggio diventa fondamentale proprio ora, alla vigilia del ritorno delle coppe, quando la gestione delle energie tornerà centrale.
Non è un dettaglio. Chivu ha dimostrato in più occasioni di considerare il turnover una risorsa strategica della sua Inter: l’obiettivo è restare competitivi su tutti i fronti.

Il Napoli, al contrario, ha concentrato gran parte delle proprie risorse sul campionato. E poi c’è il Milan, senza impegni europei, pronto a inserirsi, e una Juventus che sta cercando di rientrare gradualmente in corsa. Un equilibrio fragile, più affollato di quanto la classifica di oggi suggerisca.
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Rosa più forte a chi?
C’è infine un tema che accompagna l’Inter da anni: quello della rosa più forte. Vero o presunto che sia, è un’etichetta che non ha sempre portato i risultati sperati. Anzi, negli ultimi campionati molti tifosi nerazzurri hanno la sensazione che almeno un paio di scudetti siano stati lasciati per strada proprio quando il potenziale sembrava superiore a quello delle rivali. Anche questo pesa, anche questo entra nella testa.
Insomma, Inter-Napoli non deciderà lo scudetto. Ma può indirizzare le prossime settimane, dare serenità o alimentare dubbi, rafforzare convinzioni o incrinarle. Ed è per tutti questi fattori che, nonostante la stagione si appresti solo a calare il sipario sulla propria prima metà, non è assolutamente troppo presto per definire la sfida di San Siro una partita fondamentale.

