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La vittoria per 3-1 contro il Bologna ha confermato una tendenza ormai ricorrente nell'Inter: partire in salita e trovare la forza di ribaltare la partita. Al Dall'Ara, però, la rimonta è arrivata soltanto dopo un primo tempo molto complicato, che ha spinto Cristian Chivu a un intervento durissimo durante l'intervallo. Una scossa che ha cambiato il volto della squadra, capace poi di imporsi con personalità grazie anche alle mosse dalla panchina.
Per i nerazzurri si tratta della sesta partita stagionale iniziata con uno svantaggio, la quarta in campionato. In Serie A la squadra è sempre riuscita a reagire, mentre in Champions League le difficoltà sono rimaste evidenti. Il doppio confronto europeo ha mostrato quanto sia rischioso concedere agli avversari un vantaggio iniziale quando il livello della competizione si alza.
Senza voce
A Bologna Chivu ha perso la voce nel tentativo di scuotere i suoi. Il suo sfogo all'intervallo, il più acceso da quando siede sulla panchina nerazzurra, ha coinvolto l'intero gruppo dopo circa quaranta minuti giocati senza la necessaria intensità. La reazione della ripresa ha dato ragione all'allenatore, che ha visto la squadra cambiare atteggiamento e trovare soluzioni più efficaci.
La firma sulla vittoria è arrivata anche dai cambi. L'azione del 3-1 ha riassunto il contributo dei subentrati: il lancio di Calhanoglu, la giocata di Mkhitaryan, la progressione di Carlos Augusto e la conclusione di Bonny. Quattro ingressi che hanno inciso direttamente sul risultato e valorizzato le scelte di Chivu.
Tanta è stata la sfuriata che a raccontare la partita in conferenza stampa è stato il vice allenatore Aleksandar Kolarov, perché il tecnico romeno non aveva nemmeno un filo di gioco. Il messaggio dello staff tecnico, però, è chiaro. Il serbo ha invitato a non giudicare in maniera eccessivamente severa l'avvio della gara, sottolineando il valore della reazione mostrata nella ripresa:
Male, ma non malissimo
"Non vedrei così negativo neanche il primo tempo, l’approccio non è stato sbagliatissimo… Abbiamo fatto un errore, ma la squadra si sta applicando e sa cosa deve fare: avrei firmato prima per vincere 3-1. I nostri giocatori sanno quanto sono forti, ma esiste anche l’avversario, non giochiamo da soli. Stavolta abbiamo alzato l’intensità nel secondo tempo e fatto un grande calcio, la differenza è tutta là".

Il prossimo banco di prova, però, sarà europeo e, quindi, più esigente. Mercoledì a San Siro arriverà lo Shakhtar Donetsk e l'Inter dovrà dimostrare di saper replicare anche in Champions League la capacità di reagire mostrata in campionato. Kolarov ha riconosciuto le difficoltà incontrate finora, ma ha ribadito la fiducia nella possibilità di recuperare il terreno perduto:
"In Europa si va più veloce, cerchiamo sempre di essere aggressivi anche lì, stiamo avendo qualche problema ma solo a livello di risultati: siamo infatti ancora in tempo a recuperare i punti persi per strada".
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