Inter, il dominio si traduce in vittoria al Bluenergy Stadium: 1-0 firmato Lautaro e +6 sul Milan

L'esultanza di Lautaro
L'esultanza di LautaroANDREA PATTARO / AFP

I nerazzurri si prendono la rivincita personale sui friulani al Bluenergy Stadium con una prestazione autoritaria: al termine di una partita dominata, il gol del capitano regala tre punti pesantissimi e la momentanea fuga sul Milan secondo in classifica

Dopo il beffardo ko di San Siro datato 31 agosto 2025, l’Inter tornava ad affrontare l’Udinese con più di un conto aperto. Non solo per lo smacco della seconda giornata di campionato, ma anche per la possibilità di riportarsi momentaneamente a +6 sul Milan, secondo in classifica. 

Motivazioni forti, chiarissime, che la squadra di Chivu trasforma in una prestazione autoritaria: al Bluenergy Stadium non c’è scampo per i bianconeri, il match viene messo in cassaforte e la vittoria per 1-0 porta ancora una volta la firma del capitano, al suo undicesimo gol in campionato.

Il tandem Pio-Lautaro colpisce ancora

L’Inter entra in campo con l’atteggiamento della squadra che sa esattamente cosa vuole e, soprattutto, come ottenerlo. L’impronta di Chivu è chiarissima sin dai primi scambi e manda subito in crisi l’idea di una linea altissima disegnata da Runjaic. Poi, come spesso accade, bastano pochissimi minuti per capire che Lautaro Martínez è in giornata: recupero palla in zona offensiva, sterzata secca e destro verso il secondo palo, con Okoye costretto a intervenire proprio dove aveva già letto il tiro. È il primo, chiarissimo avviso.

L’Udinese prova a spezzare il ritmo affidandosi alla fisicità e a qualche palla lunga, ma fatica tremendamente a uscire dalla propria metà campo. Così l’Inter ne approfitta e il vantaggio, inevitabile, arriva al 20’: un piccolo manifesto del calcio nerazzurro. Pio Esposito lavora da centravanti vero, protegge palla e serve di prima Lautaro con un tocco geniale. L’argentino fa il resto: salta Kristensen, usa il corpo per tenere lontano Karlström, aspetta l’attimo giusto e poi colpisce con un destro secco, chirurgico, all’angolino.

La sequenza del gol di Lautaro
La sequenza del gol di LautaroOpta by Statsperform / Andrea Bressanutti / LaPresse / Profimedia

Dopo l’1-0 la partita prende una direzione ancora più netta. L’Inter palleggia con sicurezza, alza il baricentro e costruisce occasioni in serie. Al 25’ Dimarco disegna un corner perfetto sulla testa di Akanji, che sfiora il palo. Due minuti dopo è un’azione da applausi: Mkhitaryan e Barella combinano nello stretto, cross basso dell’azzurro e Pio Esposito che, per questione di centimetri, non arriva a spingere in porta da solo a centro area. Poco dopo, Lautaro si allarga, rientra e serve ancora Dimarco, il cui mancino viene respinto da un altro grande intervento di Okoye.

L’Udinese si vede solo al 34’, e anche in quel caso nasce più da un regalo che da una costruzione: Barella perde palla facendosi rimontare da Davis, Ekkelenkamp serve Piotrowski che calcia da fuori, ma Sommer è attento e respinge. È l’unico vero squillo bianconero di un primo tempo complicato, reso ancora più amaro dall’infortunio dello stesso Piotrowski, costretto ad alzare bandiera bianca nel finale di frazione.

Vantaggio in cassaforte

La ripresa conferma immediatamente le sensazioni lasciate dal primo tempo. L’Inter rientra in campo senza cambiare uomini né spartito, riprendendo il filo del discorso con la stessa autorità: possesso pulito, riaggressione immediata e una pressione che continua a far scricchiolare la linea difensiva friulana.

Al 50’ il tandem Pio-Lautaro torna subito a farsi sentire, con Esposito che pesca il capitano in profondità: Lautaro controlla ma perde l’attimo giusto, consentendo alla retroguardia dell’Udinese di chiudere. È però solo l’anticipo di una fase in cui l’Inter continua a bussare con insistenza. Dimarco, ancora protagonista sui piazzati, trova per l’ennesima volta la testa di Akanji, che però alza troppo la conclusione, mentre poco dopo è Mkhitaryan a sfiorare il raddoppio sfruttando uno svarione di Kristensen: l’armeno calcia forte col mancino, ma Okoye è ancora una volta puntuale nel coprire lo specchio.

L’Udinese prova a scuotersi affidandosi a qualche iniziativa estemporanea, come il tentativo dalla distanza di Kristensen che finisce alto, ma resta ai margini della partita. L’Inter, invece, dà la sensazione di poter chiudere il match in qualsiasi momento. Al 61’ arriva anche il gol del possibile 2-0, con Dimarco che deposita in rete dopo l’ennesima imbucata per Pio Esposito: tutto però viene fermato per un fuorigioco netto dell’attaccante nerazzurro, confermato senza esitazioni.

Il controllo nerazzurro resta totale e al 68’ arriva il primo cambio della partita: Chivu richiama in panchina un applauditissimo Pio Esposito, protagonista di una prova generosa e matura, per inserire Bonny e rinfrescare l’attacco. Runjaic risponde con un tentativo disperato di riaprire il match: dentro Gueye, Ehizibue e Bertola, con passaggio al 3-5-2 e successivamente al 3-4-3 con l’ingresso anche di Bayo.

Il momentum del match
Il momentum del matchOpta by Statsperform

È però l’ultimo tentativo di una partita che non è mai davvero uscita dalle mani dell’Inter. I nerazzurri restano perfetti in fase difensiva, attenti a non concedere nulla e lucidi nella gestione finale, arrivando senza affanni agli ultimi giri d’orologio con il risultato inchiodato sull’1-0. Uno score che non racconta fino in fondo il dominio interista a Udine, ma che vale tre punti pesantissimi: l’Inter riallunga momentaneamente sul Milan e lascia l’Udinese ferma al decimo posto.

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